Goldin: "C'era un progetto da 8 mostre, ma troppa incertezza"

Goldin e Santa Caterina

Il curatore spiega il no all'amministrazione per l'evento del prossimo autunno: "Ma possiamo parlarne a giugno, a lavori del museo ultimati, ma per il 2016/2017

TREVISO. "In programma c'era un piano da 8 mostre, per un totale di 5 milioni di euro di valore di cui io avrei coperto 3,4 milioni. Ho presentato il progetto al sindaco Manildo e all'amminstrazione il 14 gennaio. Ma le incertezze sulla disponibilità delle aree museali di Treviso mi hanno indotto a fermare tutto." Così Marco Goldin dallo studio del suo avvocato a Padova spiega la decisione di dire no al grande evento previsto per l'autunno 2015 a Treviso."Io volevo valorizzare museo e chiesa" incalza Goldin, "bastava saper aspettare".

Nella mente di Goldin l'idea era quella di collegare le opere scelte dal critico a percorsi locali che valorizzassero il patrimonio artistico del comune. Di qui l'idea di un allestimento di opere scelte "da Lotto a Guardi" che si unisse ad un percorso su  Tomaso da Modena e il ciclo di S.Orsola. Operazione che avrebbe dovuto anche valorizzare i curatori dei museo civici attuali (Lippi e Gerhardinger). E poi una delle mostre doveva riguardare Martini, con 150 opere prese dalla collezione del museo Bailo (che riaprirà dopo l'estate), dove Goldin intendeva allargare gli allestimenti. Poi era pronta (nel progetto) la mostra sul pittore trevigiano Gino Rossi e una "monografia" sul pittore sloceno Zoran Music per il decennale dalla morte (Venezia, 2005).

Altro anniversario da ricordare con una mostra quello di Carlo De Roberto, intellettuale della cerchia di Olivetti. E poi un'altra parentesi trevigianissima con una mostra su Alberto Gianquinto e un ricordo di Nino Maestrello, il cognato.

"La garanzia da 3 milioni? normale" spiega il critico, "davanti ad un impegno simile e ad un cantiere che non dava certezze sulla disponibilità del museo ad accogliere le opere _ spiega _  che devono essere chieste ai musei che le prestano  entro metà aprile".

Il curatore stronca anche la possibilità che a coprire la penale da 3 milioni a garanzia della realizzazione dell'evento potesse essere un'assicurazione così come ventilato nei giorni scorsi dasll'amministrazione comunale che cercava di mediare il no del critico: "E' una possibilità complicata e impercorribile" soprattutto visti i tempi.

Furente Goldincon i comitati e anche con l'ex presidente degli artigiani Mario Pozza che all'indomani del no del critico al progetto lo aveva accusato duramente. "Valuto una querela" dice Goldin. Un grazie invece a Tognana, Milan e al presidente di Unindustria Piovesana.

Netta la chiusura, "per il 2015 niente mostra". L'anno a venire? "Ne parleremo a museo finito"

 

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