Goldin chiede una mega-penale «Tre milioni se salta la mostra»

Marco Goldin "inquadra" il museo di S.Caterina

Santa Caterina, il critico d’arte pretende un paracadute dal Comune. Il sindaco a caccia di finanziatori Ristrutturazione del museo: oggi inizia il restringimento di via Stangade per la posa dei ponteggi

Una somma che si aggira sui tre milioni di euro. È la “clausola penale” che ha chiesto Marco Goldin come garanzia per tornare a Treviso. L’ha chiesta nero su bianco con una lettera al sindaco Manildo e, sempre nero su bianco, ora attende una risposta. Che potrebbe arrivare oggi.

Un modo per tutelarsi, da parte del critico d’arte, nel caso la sua mostra in programma in autunno al museo civico di Santa Caterina dovesse saltare a ridosso della data prevista, con i prestiti delle opere già in corso da diversi musei europei (prestiti per i quali Goldin mette di tasca sua 2,3 milioni di euro su una spesa totale di 4) per colpa delle polemiche o per un eventuale, seppur clamoroso, passo indietro di Ca’ Sugana dovuto a insanabili spaccature in seno alla maggioranza.

Insomma: Goldin è stanco di critiche, comitati contrari all’utilizzo di Santa Caterina per la mostra e storici dell’arte che pontificano sulla qualità dei suoi progetti. E quindi vuole che si fissi la mega-penale in caso di colpi bassi. Ma siccome il contratto per la mostra sarà sottoscritto tra la sua Linea d’Ombra e il Consorzio Turistico Marca Trevigiana, non con il Comune, il Consorzio è stato netto: non possiede una simile somma per la penale.

Tantomeno il Comune di Treviso, che investe già 1,2 milioni di euro per i lavori a Santa Caterina e che comunque come ente pubblico non potrebbe farlo anche se lo volesse. Possono intervenire solo dei privati, per finanziare la mega-penale. E infatti in questi giorni Manildo sta cercando di trovare la quadra, attraverso contatti ad alto livello. Certo è che, se non saltassero fuori i soldi per la penale, a questo punto potrebbe davvero succedere di tutto. La lettera di Goldin è stata scritta con l’assistenza di un avvocato, ed è molto dura appunto perché il patròn di Linea d’Ombra, ad oggi, non vede all’orizzonte le condizioni ideali per organizzare la mostra di Santa Caterina, anche se c’è da sottolineare che sono state molte le voci del mondo economico e della società civile, sindaci in testa, a sostegno del ritorno di Goldin in città.La lettera di Goldin era rivolta al sindaco Giovanni Manildo ma, per quanto riguarda appunto la clausola penale, giocoforza chiama in causa non Ca’ Sugana ma il consorzio turistico. Ma sarà comunque Ca’ Sugana a risolvere il problema. Se ce la farà.

E intanto continuano le operazioni di «disallestimento» delle sale di Santa Caterina che verranno utilizzate per la mostra, come pure c’è il via libera della Soprintendenza per il progetto migliorativo che prevede l’esclusione della sala dei Teleri dal percorso della mostra di Goldin. E quindi le opere dell’800 e ’900 scelte da Goldin troveranno posto in un blocco unitario formato dalle ex scuderie, il loro primo piano e parte del primo piano di Santa Caterina. Ma questi spazi devono essere ristrutturati per l’evento. E infatti sta per partire il cantiere vero e proprio, per cui la giunta Manildo ha messo a bilancio un milione e 200 mila euro, che spera di recuperare con l’Art Bonus, ossia con i soldi dei privati: la polizia municipale deliberato da ieri il restringimento della carreggiata di via Stangade, che costeggia Santa Caterina, per far posto al cantiere, tempo previsto per i lavori 120 giorni: c’è da rifare soprattutto l’impiantistica del museo.

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