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Rette troppo care I genitori spostano i figli dalle materne

Villorba, protesta in massa agli uffici degli asili parrocchiali Rischio chiusura dei paritari dal prossimo anno scolastico

di Federico Cipolla
1 minuto di lettura

VILLORBA. Finora è stata solo un’ipotesi, agitata come una minaccia. Da oggi diventa un pericolo, vero. Questa mattina molti genitori delle tre scuole materne parrocchiali di Villorba si presenteranno negli uffici dell’istituto comprensivo di via Solferino per “trasferire” i propri figli. Il timore per l’aumento delle rette ha portato a una reazione a catena che, come ultima conseguenza, potrebbe avere la chiusura degli asili paritari nel prossimo anno scolastico.

Una patata bollente che scotta in mano al sindaco Marco Serena, da settimane in polemica con la Fism. Al centro dello scontro la decisione del sindaco di attribuire il contributo solo ai residenti, e attraverso l’Isee. Insomma chi la retta se la può pagare, se la paga completamente. «Non abbiamo nulla contro l’applicazione dell’Isee», spiega Stafano Grando, presidente della Fism, «ma se lo applica un solo Comune la conseguenza è che ci sarà una migrazione verso altri asili, e questo farà sì che le rette schizzeranno alle stelle, o le materne chiuderanno. Anche noi, come ha fatto Serena e prima di lui, abbiamo parlato con l’Anci per chiedere che l’isee venisse esteso. Ma tanti Comuni hanno convenzione in atto, o le hanno appena rinnovate. È necessario attendere che scadano, e uniformare il sistema per evitare conseguenze negative».

La Fism ha già incontrato i genitori della scola materna di Villorba, la scorsa settimana, ieri quelli di Fontane, restano quelli di Lancenigo. Ma dei 250 iscritti almeno un centinaio questa mattina si presenteranno al Montfort. E alcuni hanno già presentato la richiesta di trasferimento alla statale. Una migrazione dalle parrocchiali di Villorba ad altrove ci sarà certamente, resta da capire di che dimensioni. La statale non può certo accogliere tutti i 250 iscritti. Ma oltre all’applicazione dell’Isee a cambiare è il sistema con cui vengono trasferiti i contributi alle scuole. Non si tratta ora di un semplice bonifico: gli asili devono fornire i dati Isee, a loro volta trasmessi dai genitori, e in base ad essi arriveranno i soldi. Che a loro volta dovranno essere utilizzati per abbassare, proporzionalmente, la retta della famiglia che ha presentato l’Isee. Insomma, sono soldi vincolati.

«C’è una provocazione in atto», sbotta il sindaco Marco Serena, «Sto dando alla Fism un modo per avere più contributi rispetto a quelli di quest’anno, quindi perché mi dicono di no? Ricordo che quest’anno c’erano 162.500 euro a disposizione, e le materne sono riuscite ad incassarne 149 mila. Ho già detto ai parroci che qualora l’applicazione dell’Isee dovesse impedire la distribuzione dei 162.500 euro, sono pronti a rivedere la convenzione per assegnare ogni centesimo».

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