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Aeroporto Canova Il Comune di Treviso vende le sue quote

Via libera dei Trecento: «Via dalla gestione diretta» Manildo: «Save faccia subito le barriere fono-assorbenti»

di Alessandro Zago
1 minuto di lettura

«Il Comune esce da AerTre, perché di fatto al suo interno non contava nulla, dato che comanda Save. Ma politicamente parlando saremo ancor più presenti di oggi pretendendo da Save quello che chiede anche il ministero dell’Ambiente: mitigazioni ambientali per l’aeroporto già com’è oggi, altrimenti Save se lo può scordare, l’ampliamento, che dovrà comunque essere fatto nel rispetto dell’ambiente». A parlare è il sindaco Giovanni Manildo, dopo che lunedì il consiglio comunale di Treviso ha deciso di vendere le proprie quote societarie in AerTre (e così salterà anche il presidente AerTre di nomina del Comune, Gianni Garatti, che forse verrà sostituito da Zeno Giuliato).

E così ora la palla passa alla giunta Manildo, che aveva già annunciato l’intenzione di uscire dalla società che gestisce l’aeroporto Canova. Una società nella quale Ca’ Sugana detiene oggi solo il 2,65% delle quote, pari a circa 370 mila euro, mentre la parte del leone la fa la veneziana Save.

Ma proprio l’uscita del Comune di Treviso dalla società che gestisce l’aeroporto del capoluogo permetterà, paradossalmente, maggiore peso di Ca’ Sugana nel controllo dello sviluppo urbanistico dello scalo promesso dalla Save. Con un punto fermo però: Save entro la fine del prossimo anno dovrà garantire maggiore sostenibilità del Canova così com’è oggi: «È comunque una esagerazione puntare, con l’ampliamento previsto da Save, a 29 mila voli all’anno», sottolinea Manildo, «tanto più che già con gli attuali 16.300 all’anno al Canova mancano barriere fonoassorbenti e quant’altro serve a migliorare la convivenza dello scalo con quello che gli sta attorno. Già ai primi di gennaio il gruppo tecnico che ho messo in piedi stabilirà come ci si deve muovere. E il Comune, che comunque può gestire lo sviluppo urbanistico della città, si farà sentire. Ma dico già che i lavori di mitigazione vanno fatti subito, come dice il ministero dell’Ambiente. Dal punto di vista istituzionale la vendita delle quote di AerTre non modificherà però nulla nel rapporto tra Comune e aeroporto. Dal punto di vista societario invece la situazione economica e la governance di AerTre erano tali per cui il consiglio comunale non poteva restare sordo alle istanze anche della Corte dei Conti e dei revisori contabili, che ci sollecitavano a vendere le quote».

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