Accecato l'autovelox di Casier: caccia ai vandali

L'autovelox danneggiato sulla Jesolana

Il rilevatore di velocità sulla Jesolana è stato messo fuori uso: lungo la stessa strada morì la studentessa Francesca Rago

CASIER. Un mese e poco più: tanto è durato intonso il box per l'autovelox che l'amministrazione comunale di Casier ha fatto installare lungo la provinciale Jesolana all'altezza dello stabilimento “Sile Caldaie”, là dove a fine gennaio 2014 era stata travolta la diciottenne Francesca Rago, studentessa che viveva a pochi passi dal luogo dell'incidente. Il vandalo degli autovelox è tornato in azione, colpendo anche a Casier.

Con la bomboletta spray nera sono state coperte le aperture del box da dove l'apparecchio della polizia locale dovrebbe fotografare le targhe di chi sfreccia oltre i cinquanta chilometri all'ora stabiliti su quel tratto a ridosso del centro abitato. Un atto vandalico in piena regola, messo a segno con ogni probabilità nel cuore della notte, in un momento in cui lungo la provinciale Jesolana non passava nessuno. Sono bastate tre veloci spruzzate con la bomboletta per mettere di fatto fuori uso, almeno temporaneamente, il box per l'autovelox.

L'amministrazione comunale dovrà pulirlo e ripristinarlo, ma ciò significherà dover rinviare i controlli sulla velocità lungo una delle strade più pericolose di Casier. Il box arancione era stato installato a poche decine di metri dal punto in cui ci sono fiori e biglietti in ricordo della giovane vita di Francesca Rago, centrata da un furgone mentre stava raggiungendo la fermata dell'autobus per andare a scuola, al “Duca degli Abruzzi” a Treviso. La diciottenne era morta al Ca' Foncello dopo una breve agonia. 

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