Fallito il Centro Riciclo buco milionario: in 15 a casa

 Il tribunale chiude l’esperienza imprenditoriale di Carla Poli. Le strutture di via Molino e i dipendenti rimasti acquisiti da una nuova società

VEDELAGO. Purto e basta. Il Centro Riciclo di Vedelago, portato ad esempio in tutta Italia per la lavorazione dei rifiuti plastici, è fallito. La sentenza è stata pubblicata ieri ed è stata, seppur attesa, una doccia fredda. La società, operante dal 2004 al numero 17 di via Molino, davanti all’ex discarica Geonova, è stata per anni incensata come avanguardia nel trattamento e nel recupero dei rifiuti. Delegazioni in visita da tutto il mondo, complimenti persino da Beppe Grillo che del Centro aveva parlato - e bene- nel suo blog e ora la fine non proprio gloriosa.

Quando Grillo elogiava il centro come punta di diamante

La causa del tracollo? Servizi in perdita,debiti abissali, una voragine che avrebbe inghiottito cifre stratosferiche. Si parla di un rosso di 30 milioni, frutto di investimenti poco oculati. Spot costosissimi per promuovere l’immagine dell’attività che però non avrebbero portato ad altrettanto consistenti guadagni. Da tempo il Centro non navigava in buone acque. Stipendi pagati in ritardo e poi sospesi.

Dipendenti in cassa integrazione e poi dimezzati: da 30 a 15. La sua fondatrice Carla Poli, “ nata” come segretaria della Geonova di cui poi con la morte del marito diventò proprietaria, prima di lanciarsi nel mondo del riciclo dei rifiuti, si era dedicata all’acqua. Un’attività di passaggio conclusa con l’avvio dell’impresa di recupero di plastica, vetro, acciaio, alluminio. L’impianto del Centro Riciclo è costato 5,5 milioni di euro. Il motto di Carla Poli, a cui si era affiancato nella gestione della società il figlio Alessandro Mardegan, era “rifiuti zero-costo zero”.

Un impegno onorato fino a quando i debiti hanno di gran lunga superato i ricavi. Deteriorati i rapporti con Contarina, grandi consulenze per Comuni e poi la fine dell’impero del riciclo. L’esperienza di Carla Poli era corteggiata e richiesta da tutt’Italia, soprattutto dal Meridione.

L’ambizione dell’imprenditrice, che è stata presidente dell’associazione sportiva di Vedelago, ha però cozzato con la realtà e da qui la discesa nell’abisso dei debiti da cui nè lei nè il figlio sono riusciti a risalire. Lo stato passivo del Centro sarà analizzato dal giudice il prossimo 18 marzo. Ai creditori l’invito a depositare le proprie richieste entro il 16 febbraio.

Intanto l’attività in via Molino continua grazie alla costituzione di una nuova società la “Punto Riciclo”, nata una paio di mesi fa e affidata all’amministratore delegato Daniele De Marchi. Quindici dipendenti sono già al lavoro.

 

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