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Debiti, la Corte dei Conti «punta» Aertre

«Indebitamento pesantissimo nei confronti di Save, e scarsità di informazioni fornite dalla controllata che si limita a mettere a conoscenza del Comune solo i documenti che vengono portati all’atte...

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«Indebitamento pesantissimo nei confronti di Save, e scarsità di informazioni fornite dalla controllata che si limita a mettere a conoscenza del Comune solo i documenti che vengono portati all’attenzione del consiglio di amministrazione». Due elementi che hanno acceso i fari della Corte dei Conti su Aertre, la società che controlla l’aeroporto Canova di Treviso e che il Comune (prima socio di maggioranza) ora partecipa in minima parte avendo ceduto il controllo e le azioni a Save. La Corte, oltre alla poca trasparenza, contesta i debiti contratti da Aertre per i lavori rifacimento della pista, cantiere pagato da Save ma che si è tradotto in un peso sul bilancio di Aertre da 17 milioni e rotti alla voce «debiti». Più del patrimonio netto della società trevigiana. Il debito ricade chiaramente in maggior parte su Save stessa in qualità di socio di maggioranza, ma pesa anche sui soci di minoranza come il Comune, una condizione che ha fatto scattare l’allerta della Corte.

Il comune che fa? Come annunciato vorrebbe vendere le quote Aerte uscendo di fatto in toto dall’aeroporto. Ma l’operazione, seppur supportata sia dall’indagine della Corte che dai risultati di bilancio di Aertre (in perdita ) non è cosa da poco anche in termini politici. Vuol dire non avere più voce sulla gestione dell’aeroporto, ammesso che fino ad oggi l’abbia avuta, con il 2,6% delle quote.

Quindi? La giunta, frenando l’indicazione a vendere data dall’assessore al bilancio Alessandra Gazzola (in foto) ha deciso di fare come Ponzio Pilato: lasciare al consiglio la scelta. Di qui una delibera, con due finali: «vendere Aertre», «non vendere Aertre», da completarsi in base al voto dei consiglieri. (f.d.w.)

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