Goldin a Santa Caterina un mecenate per il museo

Manildo: «Con l’art bonus importante imprenditore finanzierà i lavori strutturali» Darà i 600 mila euro per adeguare le sale, poi avrà detrazioni fiscali fino al 65%

«Con la nuova formula dell’Art Bonus riusciremo ad affrontare, grazie all’aiuto di un imprenditore molto importante con cui ho già iniziato a dialogare, i lavori di adeguamento del museo di Santa Caterina per ospitare nel 2015 la grande mostra di Marco Goldin». A parlare è il sindaco Giovanni Manildo che, insieme all’assessore alle attività produttive Paolo Camolei, è alla prese con una serie di incontri con il critico d’arte e il suo staff per preparare l’evento che rilancerà alla grande il centro storico. Uno di questi incontri è in programma oggi, mentre giorni fa ci sono stati contatti con «potenziali importanti mecenati» per finanziare appunto l’adeguamento di Santa Caterina, che si aggira sui 5-600 mila euro. Altrimenti, dove trovarli? Perché se da una parte sono ormai garantiti, grazie soprattutto ai contatti ad alto livello di Goldin, i 4 milioni di euro per allestire la mostra; dall’altra i costi per i lavori a Santa Caterina, sulla carta tutti a carico del Comune, di fatto non c’erano poiché il Patto di stabilità blocca i soldi in cassa a Ca’ Sugana, e quindi l’amministrazione Manildo non sapeva che pesci pigliare. Ma ecco la chiave di volta: il decreto del governo Renzi per cultura e turismo che contiene l’Art Bonus, una formula voluta dal ministro Dario Franceschini che prevede detrazioni fiscali fino al 65% per imprenditori e privati che vogliano investire su restauri e tutela del patrimonio artistico ma anche aiutare teatri, istituti culturali e fondazioni liriche. «È una rivoluzione per il rapporto fra pubblico e privato nella cultura», ha detto Franceschini illustrando il decreto da poco varato dal consiglio dei ministri.

Detrazioni stile Ecobonus, ossia un sistema di incentivi fiscali per privati e imprese che potranno beneficiare di un credito di imposta al 65% per il 2014 e il 2015 e al 50% per il 2016, suddiviso in tre quote annuali di pari importo. «È una grande opportunità», conferma l’assessore Camolei, «Stiamo portando avanti, passo dopo passo, il rilancio della città di Treviso».

Tornando invece ai costi della mostra in sé, il 60% del budget di 4 milioni è a carico di Marco Goldin e della sua Linea d’Ombra, ossia 2,3 milioni. In cambio del rischio d’impresa, il critico avrà gli introiti di mostra e marketing dell’evento. Sponsor principale Massimo Zanetti con il marchio Segafredo: si parla di una cifra sui 500 mila euro. Altro sponsor sarà Generali, con circa 250 mila euro, poi ci sono gli 800 mila euro da parte di enti, categorie e associazioni guidate da Camera di Commercio e Unindustria.Tirando le somme, mancherebbero solo 250 mila euro, ma non sarà difficile farli saltare fuori.

Per la partita dei lavori a Santa Caterina, invece, i soldi dei privati servono per risolvere i problemi logistici e strutturali del museo comunale, che fra l’ottobre 2015 e il maggio 2016 dovrà ospitare appunto la grande mostra che segna il ritorno di Goldin a Treviso dopo 11 anni dal benservito di Fondazione Cassamarca. Il Comune si è impegnato ad assicurare il pieno rispetto dei parametri della sala ipogea e dei due grandi saloni soprastanti, una superficie di 800 metri quadri. La mostra principale si terrà appunto a Santa Caterina con 60 opere di fine 800 e primi 900 del museo di Detroit, mentre esposizioni satellite toccheranno altre zone del centro e la provincia.

Alessandro Zago

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