“Stendiversomio”, poesie al vento tra vie e palazzi

Poesie appese la vento. É la strana e accattivante storia di «Stendiversomio» che anche a Treviso appende liriche su mutande e calzini appesi come bucato

Poesie appese la vento, ad un filo, poesie a rompere l’architettura del paesaggio urbano con parole ed emozioni lasciate a sventolare all’aria. É la strana e accattivante storia di «Stendiversomio» l’opera itinerante di Ma Rea, nome d’arte di uno studente di Ferrara che ha iniziato a scrivere poesie nel 2011 e da allora ha deciso di farsi autopromozione con installazioni mordi e fuggi nelle città.. e pure nelle edicole.

L’idea dei panni al vento è poetica si per sè, e il giovane ferrarese ha deciso di trasformarla in una metafora vera, concreta, capace di collegare insieme pensieri, cittadini, contesti urbani diversi. Dopo aver steso i suoi panni poetici a Ferrara, Modena, Rimini, nel corso dell’estate è approdato anche a Treviso. La sua installazione fa bella mostra di sè lungo via Roma, sotto gli alberi antistanti il bastione Camuzzi: due calzini, una canottiera, un paio di pantaloncini trasformati in pagine di un libro di poesia. Piace? Di sicuro la curiosità non manca. Tanti i pasanti che si fermano incuriositi, segno che l’idea (sperimentata anche in piazza Vittoria) funziona. Ma Ma Rea non si è limitato a questo. Per promuoversi ha lanciato anche una campagna «adesiva» (visto il cestino di ponte S.Martino?) e una «invasiva»: infila una sua poesia nei libri degli altri, in vendita in libreria. (f.d.w.)

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