Un boato, crolla parte dell’ex caserma

Sant’Antonino: un tempo ospitava i vigili del fuoco, ora è in stato di completo abbandono. Diffidato il proprietario

Paura a Sant’Antonino: martedì notte è crollata una porzione del tetto del magazzino dell’ex sede dei vigili del fuoco, chiusa da molti anni. Un boato che ha svegliato mezzo quartiere. Collassato anche un pezzo di muro affacciato sulla via, per fortuna dalla parte interna del cortile della ex caserma. Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’edificio, con tanto di restringimento della carreggiata esterna per evitare che altri crolli finissero sulla strada. Per almeno un paio d’ore, via Sant’Antonino è rimasta semi-chiusa al traffico, operazione gestita dalla polizia municipale.

E sempre ieri, in mattinata, dagli uffici del Comune di Treviso è partita la diffida agli attuali proprietari della ex caserma, che comunque già ieri hanno chiamato sul posto una benna per abbattere tutte le porzioni pericolanti dello stabile. Proprietari che ora potrebbero anche rischiare di prendere una multa. Per fortuna, nell’edificio non c’erano senzatetto che dormivano, altrimenti sarebbe stata una tragedia.

La ex sede dei vigili del fuoco di Sant’Antonino, dismessa da quasi vent’anni, è stata costruita nel 1880. Dopo che i pompieri sono andati via, nel 2002 è stata comprata da un imprenditore edile di Zero Branco, Giorgio Del Pozzo.

La classica operazione immobiliare nata quando il mattone volava, e infatti Del Pozzo voleva edificare per conto proprio i 10 mila metri cubi previsti, per un’area di circa 3.500 metri quadrati. Il progetto di riqualificazione presentato a suo tempo dalla ditta a Ca’ Sugana, che prevedeva 20 appartamenti di lusso, realizzato dall’architetto Gianni Rigo, risale a quattro anni fa. Ma non andava bene: «Troppe le modifiche da fare», dice Giorgio Del Pozzo, oltre a circa 300 mila euro di oneri di urbanizzazione da pagare al Comune, «e così decisi di non farne nulla. Poi pensai di rivendere lo stabile, ma la crisi del mattone esplosa nel 2008 ha bloccato tutto». Anche perché l’area edificabile ha un valore che oscilla dai 2 ai 2,5 milioni di euro. Troppi di questi tempi. C’è poi da tener presente che, prima di partire con il cantiere, l’area dovrà essere comunque bonificata: amianto non ce n’è, ma vecchie cisterne per il carburante sì. Bisogna poi fare i conti con i problemi legati alla viabilità della zona.

Insomma, un’area che dieci anni fa sarebbe stata edificata o venduta con una certa facilità oggi è invece l’ennesimo edificio del capoluogo abbandonato da molti, troppi anni.

La punta di un iceberg, dal punto di vista del degrado urbano. Ma si potrebbero fare esempi a non finire, dall’ex Camuzzi a quello che era stato ribattezzato dalla precedente giunta comunale «il Prg del centro storico», ossia il recupero di una dozzina di edifici in disarmo. Ma in una decina di anni, solo gli ex cinema Hesperia e Astra sono diventati un cantiere.

Alessandro Zago

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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