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La Recantina diventa Doc

Vitigno del Seicento rischiava la scomparsa: riscoperto da Lino Forner

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CASTELCUCCO. Lino Forner mostra con orgoglio le prime bottiglie del suo vino più prezioso: il rosso Recantina a denominazione di origine controllata. «Pat del Colmel», minuscola azienda sulle colline che segnano il confine tra Castelcucco, Monfumo e Asolo, ha ricevuto lo scorso 7 maggio la conferma del riconoscimento della Doc Montello e Colli Asolani per il vitigno autoctono coltivato nel proprio cocuzzolo.

«Abbiamo sempre creduto nella riscoperta di questo vitigno – spiega Lino Forner, 61 anni, per tutti Lino Pat, alla terza generazione di vignaiuoli dopo il padre Angelo e il nonno Piero –. E per noi questo riconoscimento è una grande soddisfazione, anche se ora tutti potranno impiantare il Recantina, purché dentro la Doc Montello e Colli Asolani». Questo vitigno è coltivato da quasi quattro secoli nel Trevigiano, ma era praticamente scomparso all’inizio del Novecento, resistendo solo nel racconto orale degli ultimi viticoltori dell’Asolano. Grazie a un lavoro di ricerca della dottoressa Severina Cancellier, dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, e di un affiatato gruppo di appassionati, è stato possibile ritrovare sulle colline di Castelcucco il vitigno “Recantina Forner”, dal cognome della famiglia che vi abita, il più vicino alle caratteristiche dello storico vitigno. Il tralcio si presenta robusto, il grappolo è spargolo, l’uva raccolta molto matura con vendemmia manuale, diraspata e pigiata. Dopo una macerazione di circa quindici giorni con fermenti indigeni, fa un passaggio in botti e barriques per almeno cinque mesi.

Adesso la Recantina è anche Doc ed altri produttori stanno affacciandosi al più affascinante dei vitigni autoctoni di questo territorio: Lino Pat ne ha due ettari di superficie vitata e ne produce appena quattromila bottiglie. «Per adesso è una piccola produzione, quasi affettiva, perchè legata alla memoria di questo luogo. Ma nei prossimi anni questo vitigno autoctono potrebbe crescere molto e dare ancora maggiori soddisfazioni» aggiunge Lino, affiancato nella sua avventura dalla moglie Gabriella e dal figlio Matteo.

La scheda tecnica descrive il rosso Recantina con persistenti percezioni di frutta rossa di sottobosco, confettura di mirtillo, ribes nero e violetta. Si accompagnano note di spezie, chiodi di garofano, tabacco olandese, nocciola tostata e vaniglia. Con i suoi dodici gradi, si accompagna piacevolmente a carni bianche e selvaggina da piuma. Il colore è rosso rubino con riflessi viola molto accesi.

Nell’etichetta della Recantina Doc, Lino Pat ha scelto il fregio delle tre viti più antiche del suo colmello: un segno stilizzato delle viti-madre. Dalle quali tutto è cominciato.

Daniele Ferrazza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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