L’ultimo saluto a Coghetto partigiano della Garibaldi

Si è spento all’ospedale di Oderzo all’età di 86 anni: faceva parte della Divisione Sud Arzino. Seguace di Berlinguer, fu consigliere provinciale e membro del Pd

ODERZO

Addio a uno degli ultimi partigiani della Garibaldi. È morto martedì sera a Oderzo, dove era ricoverato da qualche giorno per un'infezione, Alvise Coghetto, ex segretario a Pordenone del circolo di via Molinari del Partito Comunista Italiano. Coghetto ha aderito alla Resistenza, combattendo da valoroso sulle montagne friulane. È stato consigliere regionale a Trieste, provinciale a Pordenone e, per diverse legislature, consigliere comunale a Cordenons. È stato un punto di riferimento imprescindibile della società post bellica, un uomo d'altri tempi, una persona non banale, un politico al servizio della comunità. Lo si notava anche per la sua eleganza: si presentava sempre in modo impeccabile, mai arrogante. Lascia nel dolore la moglie la compagna di una vita, Rina Giacomelli, e i due figli Alessandro e Patrizia. Nato a Venezia nel 1925, Coghetto avrebbe compiuto 87 anni il 22 febbraio. Visse nel capoluogo veneto fino ai 18 anni. Poi si diede alla macchia e ingrossò, molto giovane, le file della Resistenza, salendo a combattere sulle montagne pordenonesi, dove erano quasi quotidiane le incursioni contro gli occupanti tedeschi. Combattè anche al fianco di Falco, il nome di battaglia del leggendario Alberto Bardi, di Mezzano, partigiano e pittore, scomparso a Ravenna nel 1984. «Alvise Coghetto si è distinto in particolare a Frisanco - ha ricordato ieri Mario Bettoli, dell’Anpi - faceva parte della Divisione Sud Arzino, in seno alla Garibaldi. È sempre stato un uomo di coraggio, fedele ai valori in cui credeva. Rispettava un impegno fino alla fine. Una persona meravigliosa». Durante i combattimenti Alvise Coghetto andò incontro a problemi di salute, per i quali gli fu riconosciuta un'indennità pensionistica di guerra. Si fece ricoverare in ospedale e poi tornò alla politica. Diventò una figura di spicco del Partito Comunista Italiano e venne eletto consigliere regionale negli anni '60. La sua passione lo portò a sedere in consiglio comunale di Cordenons. A Poffabro divenne segretario del circolo di via Molinari. Venne eletto consigliere provinciale nel 1980. Aderì alla svolta storica (e dolorosa) della Bolognina, prima nelle file del Pds, poi coi Ds e infine col Partito Democratico. Ultimamente si era trasferito in via San Sebastiano 22, a Rovere La figlia Alessandra: «Un uomo politico integerrimo, che ha combattuto per la libertà del suo popolo. Ammirava Berlinguer, che conobbe molti anni fa. Si rammaricava del fatto che non riusciva più a trovare una vecchia foto che li ritraeva assieme». Verrà ricordato a Poffabro, forse sulle note di “Bella ciao”.

Rosario Padovano

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