Ecco 3,2 milioni per il futuro del Bailo

Il progetto del museo Luigi Bailo e una vista del futuro ingresso dello stabile

Il fondo nell'ultima giunta di Zanini e Bastianetto. Polemica sull'esecutivo

 Tanto bianco, linee pulite e dettagli minimali per disegnare le nuove sale espositive e legarle all'antico chiostro. Questo il futuro del Museo Bailo, svelato per la prima volta ieri dopo l'ultima giunta del tandem Zanini-Bastianetto che ha passato le deleghe in attesa dell'ingresso nell'esecutivo dei due sostituti: Beppe Mauro e Stefano Pimpolari.  Le consegne. Il Bailo era uno dei chiodi fissi dell'ex assessore alla cultura Vittorio Zanini che si era speso per accelerare l'iter dei finanziamenti ministeriali prima, e i cantieri (con l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Basso) poi. Ora, in attesa di nuovi responsabili, a portare avanti la pratica sarà temporaneamente il tesoriere di Ca'Sugana Fulvio Zugno che ieri ha voluto far capire che «il passaggio di consegne non rallenterà l'opera di restauro» che punta a riaprire la storica sede del museo civico per ospitarvi pinacoteca Ottocento-Novecento (1500 opere per 240 artisti), percorsi a tema ma soprattutto l'opera di Arturo Martini.  Il contributo. La chiave di volta di tutto il progetto è il contributo regionale da 3,2 milioni di euro, incassato dal Comune proprio pochi giorni fa. «Lascio sapendo di aver fatto del bene alla città con il Bailo», ha detto nei giorni scorsi Zanini.  L'edificio futuro. Oltre ad essere dotato di spazi espositivi per la galleria permanente e per le mostre temporanee, comprenderà ambienti dedicati a servizi per il pubblico, quali sale polifunzionali per la didattica e per lo svolgimento di conferenze, book shop, ecc. E naturalmente i depositi per le opere e i locali per gli uffici. L'intervento di ristrutturazione utilizza tecniche di avanguardia e prevede il completo rifacimento di impianti e finiture, con una particolare attenzione al risparmio energetico e all'utilizzo di fonti rinnovabili.  La polemica. Bastianetto e Zanini vengono sostituiti. Il coordinatore Pdl Castro chiede «un cambio di marcia in giunta». Ma c'è chi già punta il dito e annuncia: «Non cambierà nulla, il bilancio dell'amministrazione racconta tre anni di paralisi». A lanciare l'accusa Luigi Calesso di Un'Altra Treviso. «Il problema non è quello che vorremo noi opposizione dalla giunta - incalza l'associazione - ma quello che è stato fatto rispetto al programma presentato dalla Lega alle amministrative del 2008». Dall'analisi puntuale del rapporto tra promesse e fatti in questi tre anni di governo cittadino «possiamo dire - dice Calesso - che a due anni dalla fine del mandato la maggior parte delle promesse di Gobbo non verranno realizzate entro il 2013». Calesso chiama in causa il nodo famiglia e l'eliminazione del bonus bebè; il tema infanzia, «Nulla si vede sul famoso fronte del terzo asilo promesso da Lega e Pdl»; alloggi popolari «Ancora tantissimi quelli da assegnare e pochi quelli in via di ristrutturazione»; minori, cultura e turismo «pochi interventi di valorizzazione». Durissimo l'affondo su lavori pubblici e viabilità. «In questi anni abbiamo visto ben poco - dice Un'Altra Treviso - l'ordine delle priorità non è sembrato esattamente quello della sicurezza delle strade o della vivibilità dei quartieri». Su tutti: il nodo Stiore-Appiani. (f.d.w.)
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