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Ggp, offerte fino a metà agosto

Per il gruppo trevigiano controllato da Abn Amro Capital valutazione superiore ai 610 milioni. La cessione entra nel vivo: attese 15 manifestazioni d’interesse

TREVISO. È partito l’iter attraverso il quale Abn Amro Capital, la divisione di private equity del colosso bancario olandese che controlla Banca Antonveneta, venderà Global Garden Products (Ggp), azienda attiva nella produzione di attrezzature e macchine per il giardinaggio che nel 2000, quando si chiamava Castelgarden, venne delistata da Piazza Affari dopo circa due anni di quotazione.

Lo rivela una fonte vicina al dossier di cessione, aggiungendo che «le offerte non vincolanti sono attese p ...

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TREVISO. È partito l’iter attraverso il quale Abn Amro Capital, la divisione di private equity del colosso bancario olandese che controlla Banca Antonveneta, venderà Global Garden Products (Ggp), azienda attiva nella produzione di attrezzature e macchine per il giardinaggio che nel 2000, quando si chiamava Castelgarden, venne delistata da Piazza Affari dopo circa due anni di quotazione.

Lo rivela una fonte vicina al dossier di cessione, aggiungendo che «le offerte non vincolanti sono attese prima della pausa di metà agosto, mentre le offerte vincolanti arriveranno per la fine di settembre». Secondo una prima ricognizione svolta sui possibili interessati, il venditore si attende una quindicina di manifestazioni d’interesse serie, «cinque o sei da parte di soggetti industriali e sette o otto da parte di fondi di private equity» rivela la stessa fonte.

Ad Abn Amro Capital fa capo circa il 98% del capitale di Ggp, mentre la quota residua è in mano al management guidato dall’amministratore delegato Pierluigi Tosato. L’ex Castelgarden ha dimensioni tali da restringere il parterre dei potenziali acquirenti: la società di Castelfranco Veneto, infatti, ha chiuso il 2006 con un fatturato di 530 milioni e un Ebitda (ovvero il margine operativo lordo) che ha toccato quota 76,2 milioni. Applicando un multiplo di otto volte l’Ebitda, in linea con la media dei secondary buyout dell’ultimo periodo, si ottiene una valorizzazione della società pari a circa 610 milioni. Ma è probabile che, alla luce della concorrenza e delle previsioni di crescita per quest’anno, il prezzo della transazione sarà superiore.

I gruppi di private equity con una «potenza di fuoco» sufficiente per riuscire a mettere le mani su Ggp, si parla di circa 200 milioni di equity da mettere sul tavolo, non sono molti. A parte i big del settore (Blackstone, Tpg, Carlyle, Kkr, Providence, Apollo, Permira), che però potrebbero giudicare troppo piccolo il boccone, l’ex Castelgarden dovrebbe essere nel mirino di una serie di operatori regionali, in grado di mobilitare risorse attraverso accordi di co-investimento.

Sul mercato, in particolare, si parla di un interessamento da parte di Cvc Capital Partners. Il gruppo guidato in Italia da Luigi Lanari, però, la settimana scorsa ha chiuso l’acquisizione di Samsonite per 1,7 miliardi di dollari e potrebbe non avere le risorse manageriali da convogliare sul dossier Ggp. Sul fronte industriale sono stati, inoltre, già fatti i nomi di Husqvarna, Bosch e Black & Decker.

L’azienda trevigiana è leader in Europa nei trattorini e nei rasaerba, ha circa 1.800 dipendenti, due stabilimenti in Italia, uno in Svezia e uno Slovacchia.