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Addio a Carlo della Pasina, lutto nel mondo della ristorazione

Giancarlo Pasin fondatore del ristorante di Dosson, aveva 79 anni. Fatale un ictus

Andrea Passerini
1 minuto di lettura

Giancarlo Pasin

 

Un ictus gli è stato fatale, dopo due interventi al cuore, e l’infezione sopraggiunta dopo il primo. Giancarlo Pasin, per tutti Carlo dea Pasina, sacerdote dell’omonimo tempio di Dosson, è spirato ieri in un letto dell’ospedale Ca’ Foncello. 

Aveva 79 anni , e con lui se ne va un altro grande della ristorazione trevigiana, profeta del Radicchio Rosso, che ha elevato in ricette sopraffini, seguendo la grande lezione del suo mentore, Bepo Maffioli - suo maestro alle elementari –  nume della cucina povera della campagna trevigiana portata agli altari internazionali del gusto.

Giancarlo Pasin era nato a Silea, e aveva cominciato giovanissimo in  un’azienda metalmeccanica. La passione della cucina gli era però innata, e si sarebbe rivelata il motore di una vocazione tardiva, alimentata - è il caso di dirlo - quando passato alla Act Carniato, a montare cucine griglie e spiedi, curiosava nelle cucine e si  interfacciava con i cuochi, arricchendo le prime indimenticate lezioni della mamma. 

Nel 1976, la svolta: la spinta decisiva arriva dal fallimento dell’azienda. Giancarlo raggiunge Teresa nell’osteria di Dosson e la fa decollare nel segno di Maffioli.

La famiglia  Pasin con Carlo, la moglie Teresa e i figli  Nicoletta e Simone 

 

Da allora  è artefice di un exploit che lo colloca in pochissimo tempo fra i maestri delle cucina di Marca, riferimento assoluto.  «Parlava con lo sguardo, insegnava senza parlare» ricorda la figlia Nicoletta. «E’ stato sempre disponibile con tutti, non giudicava mai nessuno, e la sua grande lezione era che nella vita si deve imparare da tutti perché anche la persona meno considerata può avere  qualcosa da darti e da insegnarti».

Era umile come quando era ragazzo, amava l’allegria e pensava positivo, dicono i suoi amici affranti. Lutto nel mondo della ristorazione che l’ha visto per molti anni tra i protagonisti. In molti lo ricordano commossi: da Giacomino Benvegnù  dell’Incontro a Celeste Tonon e Gigetto Bortolin.

Lascia  la moglie Teresa e i figli Nicoletta e Simone.

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