E' nei cinema la storia di Elisa Girotto e dei “18 regali” per la sua bambina 

L’amore struggente della giovane mamma di Spresiano colpita da un tumore al seno e condannata dal male a lasciare la figlia e il marito

TREVISO. Ci sarà bisogno dei kleenex per vedere il film “18 regali” di Francesco Amato da oggi nelle sale italiane. Ce ne sarà bisogno perché è una storia vera, perché è una storia bella, e perché è una storia “nostra”. 
Come è ormai noto, la trama è tratta dalla commovente scelta di Elisa Girotto, neomamma di Spresiano, che tre anni fa, dopo aver dato alla luce la primogenita Anna, e scoperto di avere un tumore incurabile, e a due mesi dalla morte (nel settembre 2017), compra e confeziona regali per ogni compleanno della figlia, fino alla maggiore età.
 
Custode dei preziosi doni, che terranno aperto un dialogo invisibile tra Elisa (nel film Vittoria Puccini) e Anna (interpretata da Benedetta Porcaroli), è il marito e padre Alessio Vincenzotto (sullo schermo Edoardo Leo), che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, aprendo la sua casa e il suo cuore al regista Amato, mostrando lettere, svelando aneddoti felici e rivelando che cosa la moglie avrebbe voluto lasciare alla figlia anno dopo anno, come segno del suo amore immortale. 
 
Bambole e altri giocattoli per l’infanzia, libri e bicicletta per l’inizio dell’autonomia e, come regalo finale, un mappamondo su cui erano segnati tutti i luoghi dove mamma Elisa avrebbe voluto portare Anna. 
 
La storia è “bella” non solo per la sua eccezionale portata emotiva e spirituale, ma perché il film la dipana in tutta la sua complessità, senza scadere mai in facili pietismi, ma rendendo conto anche della rabbia di Anna, che ad ogni compleanno deve fare i conti con una mamma che non c’è più, e che non può essere sostituita da alcun regalo.
 
 
Con il sicuro e rodato espediente cinematografico alla “Ghost”, il film cult del 1990 con Demy Moore, la figlia adolescente arrabbiata e incidentata nel giorno della festa per i suoi “diciotto”, incontra la madre in quel limbo immaginario tra la vita e la morte, dove i limiti di spazio e tempo vengono a cadere e le due donne possono finalmente parlarsi faccia a faccia, in un dialogo intimo, fatto di una desiderata, semplice, quotidianità. 
 
Questo è un film su dinamiche famigliari straordinarie e “nostre”, perché hanno radici in quella solidarietà e determinazione tutte trevigiane, viste nei mesi scorsi in altri due film di successo “Tutto il mio folle amore” sul viaggio in America di papà Franco Antonello e del figlio Andrea, affetto da autismo, per la regia del Premio Oscar Gabriele Salvatores, e “Mio fratello rincorre i dinosauri” sul rapporto tra Giacomo Mazzariol e il suo fratellino con sindrome di Down. 
 
“18 regali” (prodotto da Andrea Occhipinti per Lucky Red) vuole essere un inno alla memoria di Elisa Girotto che attraverso la magia del cinema, come dei suoi doni, vivrà per sempre.
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