Per tribuna 40 le “Irruzioni” letterarie di Targhetta e Maino

La tribuna  ha voluto festeggiare il suo 40° compleanno con un evento letterario nel post-festival di CartaCarbone, reso possibile grazie al contributo economico del Banco Bpm

TREVISO. Una giornata molto intensa , tutta dedicata agli “scrittori a Treviso”, tra passato e presente – con uno sguardo rivolto al futuro – si è conclusa sabato sera con un reading spettacolo di Francesco Targhetta e Francesco Maino, tra gli applausi di un pubblico interessato e partecipe. La tribuna di Treviso ha voluto festeggiare così il suo 40° compleanno, con un evento letterario nel post-festival di CartaCarbone, reso possibile grazie al contributo economico del Banco Bpm. Nel suo bellissimo progetto curato per CartaCarbone e per il nostro giornale, il critico letterario Alessandro Cinquegrani ha coinvolto ben 11 scrittori in un confronto serrato sul Veneto.

Dapprima con Luciano Cecchinel, Nicola De Cilia, Fulvio Ervas e Gian Domenico Mazzocato, conversando a partire dalla memoria storico-letteraria, da Zanzotto a Comisso e Parise. Poi, dopo la proiezione dell’inedita video intervista alla scrittrice Kuki Gallmann sul padre Cino Boccazzi, indimenticabile figura alta e non replicabile della cultura trevigiana, su territorio e paesaggio dei nostri anni con Gianfranco Bettin, Romolo Bugaro, Emmanuele Carbé e Paolo Zardi.

La giornata si è chiusa con “Irruzioni”, uno spettacolo letterario che ha posto al centro del palcoscenico, oltre ai testi letterari di Maino e Targhetta, anche la musica con l’accompagnamento alla chitarra di Paolo Brusò e l’immagine con la proiezione di alcuni filmati, per la regia di Michele Pastrello, che hanno fornito alla parola un orizzonte iconografico straniante molto azzeccato.


Dei due scrittori, vestiti di nero su sfondo altrettanto scuro interrotto da alcune “finestre” riservate ai filmati, emergevano prevalentemente i volti. Un modo per dare risalto alle voci e alla parte recitante. Sul palco i due autori si sono alternati ciascuno nella lettura di passi tratti dai rispettivi romanzi, offrendo così agli spettatori la profonda diversità di stili che li contraddistingue, nel comune voler raccontare tipi umani figli del nostro tempo e di questa terra. Così Francesco Targhetta con “Le vite potenziali”, scrittura analitica, a tratti di lirica perfezione, e Francesco Maino con il suo corrosivo, originale e dirompente “Cartongesso”. Il pubblico ha gradito tributando applausi calorosi ai due autori.
 

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