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Motta: «Dire la verità è difficile ma le mie canzoni sono questo»

l’intervista/2Motta e il premio Tenco: un amore a prima vista. Dopo aver conquistato la prestigiosa Targa nel 2016 per la miglior opera prima (“La fine dei vent’anni”), il cantautore pisano cresciuto...

l’intervista/2

Motta e il premio Tenco: un amore a prima vista. Dopo aver conquistato la prestigiosa Targa nel 2016 per la miglior opera prima (“La fine dei vent’anni”), il cantautore pisano cresciuto a Livorno si è aggiudicato anche la Targa Tenco 2018 per il miglior disco in assoluto, “Vivere o Morire”: per la prima volta, nella storia della manifestazione, un artista ha ricevuto due premi per i primi due album.

Uscito in aprile, “Vivere o Morire” è entrato direttamente al quinto posto dell ...

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l’intervista/2

Motta e il premio Tenco: un amore a prima vista. Dopo aver conquistato la prestigiosa Targa nel 2016 per la miglior opera prima (“La fine dei vent’anni”), il cantautore pisano cresciuto a Livorno si è aggiudicato anche la Targa Tenco 2018 per il miglior disco in assoluto, “Vivere o Morire”: per la prima volta, nella storia della manifestazione, un artista ha ricevuto due premi per i primi due album.

Uscito in aprile, “Vivere o Morire” è entrato direttamente al quinto posto della classifica dei dischi e al primo di quella dei vinili più venduti in Italia; a inizio luglio Motta ha iniziato il suo live 2018. Quella di domani sera all’Home (dalle ore 21.15 sul Sun68 stage) sarà la penultima data di una tournée che lo ho visto toccare i palchi di tutta Italia.

Partendo dal tuo biglietto da visita online: “www. mottasonoio”. Come è nato un sito così esplicativo?

«Forse perché ci sono altri Motta in giro: mettendomi a googlare uscivano sempre altri risultati. Quel “sonoio” finale è un gioco, per differenziarmi da panettoni, dolci e chissà che altro ancora».

Sarà la tua prima volta all’Home. Conoscevi il festival?

«Ne ho sentito parlare molto, ormai è una delle rassegne più grandi in Italia. In realtà in zona Treviso ci sono già stato, penso all’Ama Music Festival di Asolo. È molto bello suonare in Veneto, ricordo con affetto anche dei live all’Anguriara di Vicenza e allo Sherwood di Padova».

“Vivere o Morire” sembra un album totalmente imperniato sull’essere umano. Come l’hai concepito?

«Sono tutti pezzi dedicati a tante persone che hanno fatto parte o che sono presenti nella mia vita, vicine a me, nel passato e nel presente. Quando scrivo solitamente deve esserci un’urgenza nel raccontare, ma a volte per me è piuttosto difficile mettere la verità dentro un testo. In questo, il mio amico e artista Gino Pacifico mi ha dato un grande aiuto» . –

TO. M.