I disegni dei piccoli artisti delle Beccherie di Treviso: "Ora li restituisco"

Treviso. Al ristorante le Beccherie i bambini degli anni ’90 venivano forniti di carta e colori Produssero “quadri” che a 20-30 anni di distanza possono ritrovare ai Carraresi

TREVISO. Era, quasi sicuramente, una civile astuzia del ristoratore negli Anni 90: quando arrivavano le famigliole con bambini, per non vedersi i ragazzini tra i piedi, già dolenti, dei camerieri, ai marmocchi si mettevano in mano un foglio di carta e una scatola di colori. Non avrebbero resistito alla tentazione di darsi all'arte. Non erano ancora i tempi dei videogiochi, dei tablet e dei telefonini multitasking. Qualcuno quei disegnini, a volte ingenui, spesso rivelatori di molteplici dinamiche familiari, raramente firmati (sono pochi i ragazzini che hanno coscienza della loro "importanza" artistica) è rimasto in circolazione. E un ex ristoratore si è fatto venire un'idea.



«Quel pacco di disegni io l'ho tenuto e mi piacerebbe che la gente, a distanza di vent'anni, venisse a prendersi le sue...opere», dice Carlo Campeol, che in questi giorni è impegnato nella raccolta e la cernita delle testimonianze dei trevigiani sul Tiramisù, il dolce che il suo papà e la sua mamma battezzarono alle Beccherie. «I disegni li ho tenuti tutti e sarebbe bello che qualcuno riconoscesse i propri, se ne reimpossessasse e li facesse vedere ai propri figli. In fondo chi era bimbo o ragazzino negli Anni 90 ora ha dai 25 ai 35 anni e i suoi figli, quegli stessi che oggi tengono buoni al ristorante con le app del telefonino, potrebbero provare una piccola emozione vedendo il disegnino fatto da papà o di mamma».

Carlo Campeol sorride: «Questa cosa l'abbiamo pensata mentre accoglievamo i "testimoni del Tiramisù" e ci è venuto in mente che, sempre di venerdì, si potrebbero anche accogliere coloro che riconoscono, pubblicate sul sito del giornale, le loro "opere giovanili".

Frugando tra i ricordi del ristorante, ne abbiamo trovate tante e di belle. E abbiamo trovato anche altri tesori inattesi. Autografi di grandi signore, come Peggy Guggenheim e di Franca Rame, ad esempio; o scatole che nascondevano foto bellissime. Per queli bambini degli Anni 90 l'emozione, credo, sarà la stessa. E magari ricorderanno anche quella domenica o quel pranzo di compleanno con i nonni, vissuti nel piccolo tempio della trevigianità che si chiama Beccherie».

Eccole qua sopra le prime due di queste "opere giovanili". Il meccanismo è semplice: chi le riconosce può passare a Ca' dei Carraresi allo "sportello Tiramisù" e chiedere di Carlo Campeol. Il quale sarà ben felice di ritrovare, a distanza di tempo, quelle ex piccole pesti vogliose di riappropriarsi dei disegnini della loro infanzia. In fondo, tutto quanto fa curriculum.


 

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