Da Treviso alla spiaggia, quel ragazzo che regalava i sorrisi

Per la tesi doveva raccogliere questionari, con i cuginetti ha conquistato le spiagge del Veneto

TREVISO. «Ecco il sorriso che ti spetta per il bel gesto che ci hai regalato». Dopo l'iniziale titubanza i bagnanti hanno preso coraggio e dalle parti di Jesolo il trevigiano Nicolò Santin, 25enne di Paese, è diventato “il ragazzo che regala sorrisi in spiaggia”.

L'idea gli è venuta qualche settimana fa e si è rivelata vincente. Doveva raccogliere duemila questionari per ultimare la sua tesi di laurea in economia e gestione delle aziende per Ca' Foscari, da qui l'idea di riscoprire il contatto umano andando in mezzo alla gente, o meglio tra i vacanzieri alle prese con tuffi e tintarella negli assolati lidi di Jesolo e Caorle, per completare il sondaggio. E' stato subito successo: nel giro di poche ore Nicolò ha centrato l'obiettivo. Ma non è stato tutto merito suo. Il laureando trevigiano si è avvalso di una squadra di aiutanti d'eccezione, i suoi quattro cuginetti di 9, 11, 12 e 13 anni.

Lo hanno accompagnato al mare per affiancarlo nella distribuzione dei questionari muniti di magliette personalizzate e cartellone esplicativo. «La prima impressione della gente nel vederci è stata di diffidenza, ma una volta che si è sparsa la voce che nei paraggi c'erano dei giovani alle prese con una tesi di laurea c'è chi ha iniziato a incuriosirsi e alla fine ha accettato di rispondere alle domande in cambio di un sorriso e di una caramella» racconta Nicolò. Un ottimo sodalizio famigliare, terminato davanti ad hamburger e patatine.

Ovviamente, il pranzo è stato offerto da Nicolò ai cugini per ringraziarli del prezioso aiuto. «E' proprio il caso di dirlo, l'unione ha fatto la forza» commenta soddisfatto il futuro dottore. Persone di tutte le età hanno risposto all'appello del team Santin e si sono messe d'impegno compilando il questionario. Poche domande, qualche minuto per pensare, barrare le casella e riconsegnare il modulo. Vista la numerosità del campione si può già dire qualcosa di attendibile sulle risposte date, che regalano una fotografia interessante del rapporto degli italiani con nuove tecnologie, pubblicità e attitudine alla beneficenza.

«Dalla ricerca emerge che la maggior parte degli intervistati cambia canale quando incappa negli spot pubblicitari online, che più dell'80 per cento gioca ai videogiochi e che negli ultimi 30 giorni oltre l'80% degli utenti non ha donato denaro a enti no profit» commenta Nicolò che, sulla base delle informazioni raccolte, redigerà la tesi di laurea in vista dell'autunno e con l'intento di puntare (possibilmente) alla lode.

«La collaborazione con i miei cuginetti ha involontariamente confermato la mia tesi: le persone possono donare qualcosa anche senza mettere mano al portafogli, impegnando il proprio tempo per gli altri» aggiunge Nicolò. Un pensiero rivoluzionario che sembra destinato a ispirare il laureando trevigiano. «Mi piacerebbe lavorare nel marketing, magari applicando le conoscenze economiche allo sviluppo prodotti. Il mio sogno sarebbe di essere assunto in una multinazionale, mettermi in gioco, creare e inventare» conclude Nicolò. Qualche grossa azienda si sarebbe già fatta avanti. Quando si dice che basta un sorriso per cominciare.

 

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