Tiramisù Word Cup, chi fa il dolce più buono del mondo?

In quella indicata come la città natale del noto “gateau”, il 3 novembre si confrontano i “classici” e i “modernisti” 

Altro che prosecco. Su google si cerca molto di più la parola tiramisù.

E allora ecco che, di fronte alla promozione superfinanziata delle bollicine, qualcuno ha pensato che il dolce trevigiano meritasse quanto meno una Coppa del Mondo. Magari in quella che si dice sia stata la città che lo ha visto nascere.

Ad organizzarla, nell’ambito del SileFest, è Twissen, compagnia che gestisce prodotti turistici, con il patrocino del Comune di Treviso. Sarà una vera e propria sfida aperta solo a cuochi amatoriali.

Ci saranno due categorie: quella tradizionale, che dovrà ripetere la ricetta che negli anni Settanta la signora Campeol seguiva ogni giorno nel ristorante Le Beccherie – anche se, si sa, ce ne sono altri che cercano di arrogarsi la paternità di uno dei dolci più famosi al mondo; e quella creativa, in cui si potranno sostituire i classici ingredienti (uova, mascarpone, savoiardi, zucchero, caffè e cacao, come decretato dall’Accademia Italiana di Cucina) con altri; esperimenti spesso rischiosi, come sempre quando si vanno a toccare monumenti della tradizione.

Una giuria mista fra esperti e pubblico avrà il compito di assaggiare tutti i dolci e decidere a chi consegnare la Tiramisù World Cup 2017. Sono già aperte le iscrizioni online, attraverso il sito www.tiramisuwolrdcup.com, la gara si svolgerà nell’arco del primo weekend di novembre: venerdì 3 le registrazioni alla Loggia dei Cavalieri a Treviso, poi il primo turno eliminatorio sabato 4 novembre in cinque differenti luoghi di cultura scelti nel territorio della provincia, dove i partecipanti dovranno realizzare dal vivo il loro tarimisù, e domenica 5 la finale ancora nel cuore Treviso alla Loggia dei Cavalieri.

«La Tiramisù World Cup rientra nel progetto “SileFest” ed è un omaggio alla nostra terra, un’idea stimolante per dare ancor più forza al binomio che vede il tiramisù e Treviso uniti fin dagli anni Settanta”, spiegano Francesco Redi e Debora Oliosi di Twissen. “Quella della Coppa del Mondo è, a tutti gli effetti, un progetto turistico utile a creare attrazione in un territorio che è la sua “casa natale”.

Il tiramisù, che la tradizione vuole nato nei bordelli di Cae de Oro, è un dolce molto amato ed è uno dei brand italiani più conosciuti a livello internazionale.

Lo dimostrano le ricerche nel web e la facilità di incontrare una sua interpretazione nei ristoranti di tutto il mondo. Per questo, sono già previste, per il 2018, tre selezioni internazionali negli Stati Uniti, in Giappone e in Russia». Nulla vieta però che già da quest’anno arrivino alcune partecipazione dall’estero.

L’unica condizione per iscriversi è non essere cuochi o pasticceri professionisti, e con un po’ di promozione no c’è dubbio che la celebrità del tiramisù attirerà appassionati da tutta Europa.

Federico Cipolla

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