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2019, i giovani son tornati. Parola di "boomer"

2019, i giovani son tornati. Parola di "boomer"

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E' stato l'anno del ritorno del giovani. Una frase che solo a scriverla ti senti vecchio, e anche un po' fesso. Che vuol dire? Mica se ne erano mai andati. Ma il 2019 è stato diverso: per la prima volta da mezzo secolo si è avvertita netta la differenza fra noi e loro. Prendete il digitale: di qua Facebook e Twitter, con le nostre infinite baruffe politiche, di là Fortnite e TikTok, che ancora non abbiamo capito bene come funzionano. E lo stesso è accaduto per la musica, la letteratura, il cinema: noi di qua e loro di là, a parlare di cose e persone che fatichiamo a inquadrare.

La trap, esattamente, cos'è? Certe domande sono peggio delle sentenze. Come quando in diretta tv all'ex ministra Elsa Fornero chiedono "Lei lo sa chi è Cicciogamer?" (una star dei videogame), lei vacilla e viene affondata ("e allora come fa a parlare di giovani?"). E lo stesso, a parti rovesciate, accade negli Stati Uniti, dove la cantautrice Billie Eilish, nata nel 2001 e già carica di trofei, risponde "chi?", alla domanda su chi siano i Van Halen. Ma a ottobre è successo di peggio proprio a Eddie Van Halen, il mitico chitarrista della band californiana: era a un concerto a Los Angeles, quando un ragazzino, che non lo aveva riconosciuto, gli ha chiesto di scattare una foto col telefonino, ma di sé stesso.

Insomma, siamo tornati alla dialettica "noi e loro". E' dal '68 che non si avvertiva così netta una cesura generazionale. L'immagine più forte è Greta che attraversa il mondo come un profeta per parlare a nome di una generazione puntando l'indice contro noi adulti: guardate che casino che ci avete lasciato, tutta colpa vostra, urla dal podio. Ma c'è un'espressione che questa cosa la racconta perfettamente e non è "sardine": è ok boomer. Dove boomer sta per baby boomer, gli adulti, i genitori. Un modo sarcastico per dire loro: zitto, matusa.

L'espressione è nata su TikTok ovviamente, è stata persino usata da una giovane deputata neozelandese per zittire un collega in Parlamento, ma oramai dilaga: ogni giorno su Twitter si contano migliaia di "ok boomer" in tutte le lingue per chiosare tweet che raccontano la nostra incapacità di capirli. Una cosa dovremmo però dirci subito: "ok boomer" si porta dietro una dose di arroganza giovanile fastidiosa, è vero, e il mondo non è quel disastro che dicono. Abbiamo raggiunto traguardi inimmaginabili per i nostri nonni. Ma se i giovani ritrovano la voglia di impegnarsi per cambiarlo, il mondo, se gli sdraiati di qualche anno fa riscoprono l'impegno, è una bella notizia. Parola di boomer.