Instagram, Facebook, Twitter: l'engagement a confronto

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Rival IQ, piattaforma di social media monitoring, ha pubblicato l’analisi dell’engagement su Facebook, Instagram e Twitter, con i dati aggiornati al primo trimestre 2021. Il report fornisce il dettaglio di 14 comparti merceologici ed è dunque un interessante strumento per avere un benchmark di riferimento rispetto al proprio operato, rispetto ai risultati del proprio brand/azienda su queste tre piattaforme social.

 

Instagram
Delle tre piattaforme social, come ben sappiamo, la piattaforma di foto, e sempre più video, è quella che da sempre ha mediamente il tasso di coinvolgimento più elevato. Nel primo trimestre 2021 il tasso di engagement medio per follower è stato dello 0,81%. In calo rispetto all' 1,05% del primo trimestre 2020. Quindi l’engagement è calato di quasi un quarto (-23%). In calo anche il numero medio di post che scende da 4,2 post per settimana ad inizio 2020 a 3,9 a fine marzo 2021. Tra le diverse tipologie di post, tra i diversi format che è possibile utilizzare su Instagram, i post di anteprima di IGTV (i video di durata superiore al minuto) sono il tipo meno utilizzato e presentano il tasso di coinvolgimento più basso di tutti i tipi di post.

Facebook
Facebook è la piattaforma social che amiamo odiare, ma è ancora uno strumento importante nella cassetta degli attrezzi per la stragrande maggioranza dei social media marketer. Per il social più popoloso del pianeta il tasso di engagement mediamente passa dal 0.086% del primo trimestre 2020 al 0.057% nel primo trimestre 2021. Un calo addirittura del 34% del tasso di coinvolgimento medio. Il numero di post mediamente pubblicati in una settimana, dopo un rimbalzo a 5,8 post per settimana a fine 2020, scende a 5.2 post. In calo ancora una volta rispetto ai 5,5 di inizio 2020. Dall’analisi di Rival IQ emerge anche come il top 10% dei brand presenti su Facebook genera il 25% del totale dell’engagement, mentre l’ultimo 10% genera solamente l’1% del coinvolgimento.

 

Twitter
La piattaforma di microblogging è quella con il minor tasso di engagement. Anche in questo caso si assiste ad un calo dell’engagement rate medio che passa dal 0,051% di inizio 2020 al 0,046% a marzo 2021, dopo aver toccato il minimo con lo 0,043% di fine 2020. Mediamente sono stati pubblicati circa 3,8 post a settimana, in calo rispetto ai 4,5 di inizio 2020 e ai 5,4 del 2019.

A differenza di Facebook e Instagram, vediamo che un certo numero di settori ha registrato tassi di coinvolgimento elevati per diverse settimane all'inizio del lockdown, tra cui alcol, decorazioni per la casa, media, hotel, istruzione superiore, vendita al dettaglio, servizi finanziari e persino tecnologia e software. I tassi di coinvolgimento per i marchi dei media sono rimasti elevati per quasi tutto il 2020, tornando ai livelli di inizio 2020 solo nel primo trimestre del 2021.

Insomma, in conclusione, tassi di coinvolgimento e numero di post in calo per tutte le piattaforme social prese in considerazione dal report. Si tratta in parte dell’effetto da affaticamento da social post-lockdown che ha colpito quasi tutti i social anche nel nostro Paese. Dall’altro lato è il frutto di conversazioni che sono sempre più private e passano in misura crescente dalle app di messaggistica istantanea, come mostrano anche i dati di Apptopia.

 

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