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Cosa stanno rivelando i Twitter Files di Elon Musk

Cosa stanno rivelando i Twitter Files di Elon Musk
(reuters)
Pubblicata la seconda puntata della serie. All'opera giornalisti indipendenti, ma con documenti graditi alla nuova proprietà. Le ingerenze della politica americana; la difficoltà oggettiva di moderare i contenuti; le decisioni prese, talvolta senza un reale motivo 
3 minuti di lettura

Twitter files, seconda puntata. Un’ex giornalista del New York Times, Bari Weiss, ha pubblicato quelle che per Elon Musk sarebbero ulteriori prove che Twitter per anni è stato un social fazioso. Dove il gruppo dirigente ha volutamente oscurato la voce di chi aveva opinioni diverse. Spesso commentatori e giornalisti di destra. O accademici con idee diverse rispetto alle politiche anti covid della presidenza Biden.

Nella prima puntata un altro giornalista indipendente, Matt Taibbi, ha rivelato le pressioni della classe politica (di destra e di sinistra) sul social. Nella seconda Weiss ha pubblicato dei documenti interni e degli screenshot che dimostrerebbero l’esistenza di ‘liste nere’ di personaggi scomodi. Tutti americani. Le cui voci dovevano essere ‘ovattate’ dagli algoritmi in maniera tale da arginarne la portata.

 

I profili oscurati da Twitter

Gli screenshot e i documenti sembrano autentici e nessuno al momento ne mette in dubbio esistenza e portata. Ma molti si chiedono se sia del tutto legittimo che giornalisti indipendenti lavorino per portare alla luce le verità che Musk ritiene oscurate. Un dibattito aperto su Twitter, che però racconta come il pubblico americano al momento abbia ricevuto con qualche freddezza queste pubblicazioni. 

L'interesse c'è. Ma sembra concentrato più negli Stati Uniti. Anche perché nei Twitter Files, al momento, non risultano nomi di personaggi influenti fuori dagli States. Nomi come quello del professore della Stanford University, Jay Bhattacharya, che sarebbe stato azzoppato dal social per le sue critiche ai lockdown per arginare la pandemia decisi dall’amministrazione americana.

Alcuni account sarebbero stati esclusi dalla "lista dei trend" di Twitter. Altri fatti sparire dal motore di ricerca interna della piattaforma. Tutte azioni finalizzate a diminuirne le visualizzazioni. 

Le ingerenze della politica americana sul social

Le ultime rivelazioni includono anche messaggi interni di Yoel Roth, ex responsabile della "sicurezza e integrità” di Twitter. Qui  l'ex dirigente sembra chiedere l'attuazione di misure di contenimento della visibilità per alcuni account, anche se non avevano ufficialmente violato la policy della piattaforma.

La pubblicazione della seconda parte dei "Twitter Files" è giunta più tardi di quanto inizialmente annunciato dallo stesso Musk: nei giorni scorsi, quest'ultimo ha infatti licenziato il responsabile legale di Twitter ed ex responsabile legale del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Baker, accusandolo di aver censurato di propria iniziativa una parte dei documenti per oscurare il ruolo dell’Fbi nella gestione dei contenuti del social.

Musk ha lanciato i "Twitter Files" come tentativo di dimostrare che i suoi predecessori a Twitter hanno praticato la censura. In accordo con i governi e sotto pressione di partiti politici. Non tutti però sono d’accordo. Buona parte dei commentatori ritiene che le azioni intraprese dai manager fossero tentativi - a volte goffi - di arginare un fenomeno difficile da arginare: la proliferazione della disinformazione via social.

 

Il lavoro da amanuense dei moderatori su Twitter

Un altro caso evidenziato da Weiss è quello dell’account Libsoftiktok. Da qui si è attaccato in modo piuttosto aggressivo chi forniva informazioni e cure mediche per facilitare il passaggio da un sesso all’altro nei transgender. Tra le istituzioni vittime delle sue invettive, l’ospedale di Boston, poi oggetto di minacce e di un allarme bomba che ne ha fatto evacuare le strutture. Libsoftiktok è stato temporaneamente sospeso da Twitter e sono state prese altre misure, anche se il social non ha bandito definitivamente l'account, come richiesto da alcuni gruppi per i diritti civili.

Azione legittima o ostacolo alla libertà di espressione? Il caso di Libsofttiktok è piuttosto emblematico perché coinvolge i diritti di una minoranza e quello alla libertà di espressione.

Il tema assai spinoso per il social è garantire la seconda, senza ledere i diritti. Non c’è algoritmo in grado di intervenire in maniera oculata. Tutte le azioni sarebbero state fatte ‘a mano’ dai dipendenti, con interventi diretti, profilo per profilo, come mostrano gli screenshot pubblicati. Un lavoro che sembra più da amanuense che da tecnico del software. 

 

Le misure prese da Musk per Twitter 2.0

Musk in questi giorni ripete che Twitter aumenterà le proprie misure contro discorsi d’odio e disinformazione. Bloccherà meno utenti e meno post saranno limitati. "La nuova politica di Twitter prevede la libertà di parola, ma non la libertà di raggiungere tutti , ha dichiarato Musk il mese scorso, aggiungendo, a proposito dei tweet negativi e di odio: "Non troverete il tweet a meno che non lo cerchiate specificamente, il che non è diverso dal resto di Internet".

In seguito alla relazione di Weiss, giovedì, Musk ha twittato: "Twitter sta lavorando a un aggiornamento del software che mostrerà il vero stato del vostro account, in modo che sappiate chiaramente se siete stati shadowbannati, il motivo e le modalità di ricorso".

 

La corsa al controllo dei contenuti, da Twitter a Youtube

Twitter è stato il primo social ad adottare una moderazione forte dei contenuti. È successo dopo il 6 gennaio 2021, dopo l’assalto al Campidoglio da parte dei manifestanti pro Trump.

Anche altri operatori del settore si sono mossi in questa direzione, in particolare YouTube, di proprietà di Google, che ha fatto della limitazione della distribuzione e della raccomandazione di contenuti borderline una parte fondamentale dei suoi sforzi per limitare la diffusione di teorie cospirative e disinformazione.

Facebook ha fatto lo stesso, ma il fenomeno delle fake news e dei discorsi d’odio sembra aver impattato meno il social della galassia Mark Zuckerberg, che ha optato per mostrare più risultati di amici e persone di cui si condividono gli interessi.

Intanto Weiss e Taibbi annunciano una nuova puntata. Al momento però non si sa quando avverrà la nuova pubblicazione dei Twitter Files.