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Design, sostenibilità, ascolto: così Logitech è diventata leader negli accessori per PC

Design, sostenibilità, ascolto: così Logitech è diventata leader negli accessori per PC
Siamo stati nel centro ricerche di Losanna per capire come nasce un mouse e come è cambiato il design di prodotti che non posso fare a meno delle plastica
4 minuti di lettura

Quante volte facciamo click con i nostri mouse? Quante parole digitiamo con le nostre tastiere? Sono gesti che accompagnano il mondo dell’informatica quasi dai suoi albori e che diamo per scontati, ma dietro ogni click, dietro ogni tasto premuto ci sono storie, ricerca, innovazione. Perché i mouse non sono più quelli di X anni fa, le tastiere nemmeno e soprattutto sono cambiate le persone che oggi usano un computer. 

Lo sa bene Logitech, che è uno dei nomi più importanti del settore da X anni e che ne ha praticamente accompagnato la crescita dal momento in cui i personal computer sono usciti dalle aziende per entrare nelle nostre case. Per capire come nascono oggi mouse, tastiere, cuffie e tante altre periferiche siamo andati fino a Losanna, nel centro di ricerca e sviluppo in cui nascono i prodotti del futuro.

Qua sono concentrate le fasi più importanti della realizzazione di una periferica Logitech, soprattutto quando parliamo di mouse: il design, la scelta dei materiali, la stampa 3D dei prototipi con cui testare l’ergonomia, l’assemblaggio delle prime versioni, gli studi sui sensori, pulsanti e precisione del click, i test per le emissioni dei sensori e quelli sul comfort e la sollecitazione delle articolazioni, ottenuti applicando i sensori a decine di persone per registrare ogni loro movimento. 

Tutto questo avviene in reparti ben precisi che si trovano nei sotterranei dell’edificio principale e che devono lavorare in un dialogo continuo perché la singola modifica ha poi impatto sul tutto il resto. La forma del mouse, ad esempio, modifica le possibilità di assemblaggio delle componenti interne, l’eventuale presenza di funzioni in più o sensori sempre più precisi ha un consumo della batteria che dev’essere tarato in modo da non costringere l’utente a ricaricare continuamente il dispositivo, il segmento in cui va a posizionarsi il prodotto influisce sulla qualità dei componenti e l’eventuale presenza di funzioni specializzate che a loro volta devono essere integrate perfettamente, perché non ha senso mettere un pulsante in più che costringa le persone a posizioni scomode della mano per essere premuto e così via.

 

Non siamo tutti uguali

È un lavoro circolare, continuo, che si basa su una filosofia ben precisa. “Qua in Logitech pensiamo che la diversità sia fondamentale, non solo nell’approccio aziendale – spiega Delphine Donné – che gestisce la business unit dedicata alla creatività e ai prodotti – ma anche nell’approccio al pubblico. Non è vero che una taglia va bene per tutti, il nostro pubblico è variegato, al suo interno ci sono persone che lavorano in ufficio, creator, giocatori professionisti, gente comune, persone con bisogno specifici, passioni e idee completamente diverse tra di loro. Il nostro compito è ascoltare tutti e fornire prodotti che siano il più vicino possibile ai loro desideri”.

In effetti, rispetto a una ventina di anni fa, quando piano piano iniziarono a fare capolino i primi mouse “da gamer” il mondo dei computer è cambiato radicalmente, non solo nell’utilizzo che ne facciamo ma anche nella posizione che hanno nelle nostre case e in ciò che ci si aspetta da loro. Se una volta avevamo dei tristi cassoni beige con tastiere e mouse standard oggi molte persone cercano nei computer qualcosa che si leghi a ciò che sono e alle loro passioni, che siano prodotti dal design aggressivo e piani di neon, tastiere rosa con tasti dedicati agli emoji, cuffie colorate, mouse ergonomici o prodotti per il lavoro in cui la precisione è essenziale. 

Spesso bisogna anche saper pensare più avanti del tempo presente. Se teniamo ad esempio in considerazione la progettazione di oggetti virtuali per i vari metaversi che stanno nascendo, a patto che ci sia qualcuno al loro interno, ci vogliono strumenti in grado di funzionare con più programmi, in due o tre dimensioni e magari passando anche da più dispositivi. Tutto questo è fondamentale per non interrompere il flusso creativo, che per Logitech rappresenta una delle caratteristiche che fanno scegliere un prodotto al posto di un altro. Un mouse preciso, una cuffia che fa il pairing appena l’accendiamo, una tastiera con il giusto feeling e i l giusto “click” dei tasti sono quelle piccole cose che possono fare la differenza dopo ore e ore di lavoro. E ognuno di noi ha esigenze differenti.

 

La questione ambientale

Oggi riesce a consegnare 3 milioni di dispositivi a settimana, un numero impressionate che ci racconta non solo le capacità logistiche ma anche l’impegno necessario per un tema molto importante: l’ambiente.  Perché queste persone devono aprire le scatole con i prodotti e buttarle nel modo appropriato e un giorno potrebbero comprare altri prodotti, quindi tutto dev’essere riciclabile, smontabile e smaltibile nel modo corretto.

In questi anni Logitech ha operato una profonda transizione ecologica che ha riguardato non solo la sua impronta sull’ambiente, dal 2021 è “carbon neutral” entro il 2030 punta a essere “carbon positive”, ovvero a superare la propria impronta sull’ambiente con una serie di iniziative, ma il lavoro più importante è quello fatto sui prodotti. Mouse, tastiere, cuffie e tutti gli altri prodotti delle venti categorie differenti che compongono il catalogo Logitech sono pieni di plastica o componenti più difficili da riciclare e stoccare, come le barre di metallo presenti in alcuni modelli di tastiera per aumentare la stabilità.

E visto che la plastica è un materiale problematico ma inevitabile, l’azienda ha deciso di iniziare a integrare la plastica riciclata nella maggior parte dei suoi prodotti, a iniziare dal design, visto che certe scelte devono partire nel momento in cui il modello viene pensato. Un esempio di questo approccio riguarda proprio le tastiere con le barre in metallo, che ora sono sostituite da una struttura a nido d’ape in plastica riciclata che fornisce la medesima stabilità, o in cuffie che possono essere facilmente smontate per recuperare le parti in metallo e gettare via quella in plastica.

Attualmente il 65% dei prodotti Logitech è composto di plastica riciclata e tutto il design dei prodotti è stato completamente rivisto per rispondere fin da subito a questa esigenza, giocando d’anticipo. Benché, come spiegato nel reparto prototipi, il fulcro di ogni innovazione del mouse passi dalla batteria, perché è lei che decide i limiti autonomia, tipo di sensori e altri dettagli, è fondamentale anche capire subito quali materiali verranno utilizzati, perché questo modifica le forme che possiamo ottenere, la loro robustezza, le sensazioni tattili, i colori che si possono utilizzare e così via. 

A oggi Logitech ha segnato nove anni di crescita ininterrotta, in cui ovviamente la pandemia e la digitalizzazione sempre più massiccia hanno influito in maniera positiva, visto che tutti si sono resi conto di aver bisogno di webcam, microfoni, mouse e tastiere. Ma dietro c’è anche un lavoro ininterrotto che è iniziato nel 1981 proprio a Losanna.