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Samsung Galaxy Z Fold4, la recensione: design che vince non si cambia

Samsung Galaxy Z Fold4, la recensione: design che vince non si cambia

Il nuovo pieghevole di fascia altissima dell’azienda coreana è un aggiornamento incrementale che migliora un dispositivo già all’apice del proprio segmento. È il giusto passo avanti per la serie dei pieghevoli Z, ma il prezzo rimane molto alto
 

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Il primo Galaxy Fold, presentato nel marzo del 2019, è il dispositivo con cui Samsung ha creato dal nulla il segmento degli smartphone pieghevoli. Una fetta di mercato che il produttore coreano ora domina, forte del proprio vantaggio ingegneristico, di branding e di diffusione sui mercati europeo e (soprattutto) americano.
A tre anni da quel primo modello, Samsung ha presentato la quarta iterazione del dispositivo, il Galaxy Z Fold4. È un aggiornamento evolutivo che migliora aspetti chiave come le dimensioni della cerniera, la qualità degli schermi e il livello del comparto fotografico, ereditato direttamente dal Galaxy S22. C’è anche un processore più potente, lo Snapdragon 8+ Gen 1, top di gamma dell’offerta di Qualcomm, Le differenze non si fermano all’hardware ma riguardano anche il software, con l’introduzione di una nuova barra delle applicazioni che semplifica il multitasking e un generale miglioramento dell’esperienza d’uso.

Design ed esperienza d’uso

Galaxy Z Fold4 è quasi indistinguibile dal suo predecessore, ad esclusione di pochi dettagli. Il più importante da un punto di vista ingegneristico è la dimensione della cerniera, che ora è di qualche millimetro più sottile e sporge in maniera meno evidente quando il dispositivo è chiuso. È poca cosa, ma basta tenere in mano il Fold4 per qualche tempo e ci si accorge che contribuisce a una generale sensazione di compattezza. Lo si nota in particolare quando si inserisce o si estrae il dispositivo dalla tasca dei jeans. Il Galaxy Z Fold4 è inoltre un po’ più leggero del precedente modello: 263g contro 271g. È più pesante della media degli smartphone tradizionali, certo, ma va sempre considerato che dispositivi di punta come iPhone 13 Pro Max o Galaxy S22 Ultra, senza cerniera o schermi aggiuntivi, pesano giusto una trentina di grammi in meno. Nonostante il peso il dispositivo è comodo e maneggevole, sia quando chiuso, sia quanto aperto.

I display

Anche i due schermi sono stati migliorati. Il display esterno ha cornici più sottili che lo rendono davvero “edge to edge”. Tecnicamente rimane un AMOLED da 6,2”, ma la risoluzione è leggermente più alta. Lo stesso vale per il display interno, che misura sempre 7.6” ma si è allargato verso i bordi guadagnando qualche millimetro e un po’ di pixel. La frequenza di refresh massima di entrambi è di 120Hz, ma rispetto al Galaxy Z Fold3 può scendere fino a 1Hz quando non si visualizzano contenuti dinamici. È un altro dettaglio utile, che contribuisce sia alla sensazione di fluidità dell’interfaccia, sia a una migliore gestione della batteria. L’autonomia è in generale buona ma non stellare: con l’unità da 4400 mAh si arriva senza troppi problemi a una giornata di lavoro, ma la durata di una carica varia sensibilmente in base al tempo d’uso del display interno, che consuma comprensibilmente più energia. Unico dettaglio che avremmo gradito è invece una ricarica un po’ più veloce rispetto a quella a 25W (nota: il caricabatterie non è incluso nella confezione).


I compromessi da tenere in conto

Anche i compromessi da accettare nell’esperienza d’uso del Galaxy Z Fold4 non sono mutati rispetto al modello precedente. Il display esterno, stretto e lungo, non è sempre comodo da utilizzare per chi ha mani e dita grandi. In molti casi capita di aprire il dispositivo per attivare la tastiera più grande, ad esempio per rispondere a un messaggio, aggiungendo un livello di complicazione in più a un’operazione altrimenti semplice e rapida.

Lo schermo pieghevole interno è ancora una volta un piccolo gioiello di ingegneria, che però porta con sé un inevitabile compromesso da accettare: la piegatura centrale dello schermo. Non disturba particolarmente nell’uso, ma si continua a sentire e vedere molto chiaramente quando il telefono è aperto, come già sul Galaxy Z Fold3.
Al centro della metà di destra del display interno c’è ancora la fotocamera selfie nascosta sotto il display. Anche in questo caso si tratta di una tecnologia interessante, che però porta con sé alcuni inevitabili compromessi quali, in primis la bassa risoluzione.

Prestazioni migliorate, fotografia da flagship

Sul Galaxy Z Fold4 Samsung ha implementato il più recente e più potente chip per smartphone di Qualcomm, lo Snapdragon 8+ Gen 1. Il componente contribuisce a un generale miglioramento delle prestazioni, soprattutto nella gestione di task grafiche complesse e quando si gioca. È accompagnato da 12GB di RAM e, nella versione base del dispositivo, da 256GB di spazio di archiviazione.
Nell’uso quotidiano l’esperienza restituita dal Fold4 è quella di uno smartphone o di un tablet flagship. L’interfaccia è fluida, le app si aprono molto rapidamente, la connessione a internet, soprattutto con il 5G è velocissima, e non abbiamo mai riscontrato rallentamenti o bug di particolare rilevanza. 

Durante la nostra prova in anteprima abbiamo riservato particolare attenzione alla fotocamera, una delle novità più rilevanti del nuovo dispositivo. Samsung non ha fatto mistero di aver trasferito qui lo stesso comparto fotografico del flagship Galaxy S22, presentato all’inizio di quest’anno. L’obiettivo principale passa così a 50MP ed è affiancato da un ultra-grandangolo da 12MP e da uno zoom da 10MP. La composizione dei sensori è ben equilibrata e la qualità delle foto in tutto e per tutto paragonabile a quella dei flagship di Samsung. La decisione di non implementare un comparto ancora più avanzato, come quello ad esempio del Galaxy S22 Ultra, è a nostro parere un’ottima idea. Il guadagno in termini di qualità delle foto non avrebbe compensato la differenza di peso e costo di una simile scelta ingegneristica. 

 

La differenza la fa il software

Anche perché, come ormai è consuetudine su qualsiasi smartphone, la vera differenza nella qualità delle immagini e dei video la fa l’elaborazione computazionale. Non a caso su Galaxy Z Fold4 arrivano tutte le novità fotografiche che avevamo già visto sulla serie S. In primis la Nightography, cioè l’interpretazione di Samsung della fotografia in notturna: i risultati sono eccellenti, e in tutto e per tutto paragonabili per qualità e prestazioni a quelli dei migliori flagship Android di quest’anno. 

Le differenze software riguardano anche e soprattutto l’esperienza d’uso. La novità più rilevante è sicuramente l’aggiunta di una nuova barra delle applicazioni che appare in automatico sul display interno e sostituisce il dock laterale (ancora disponibile sullo schermo esterno). È utilissima per avere a portata di mano le app più recenti e quelle usate più di frequente e semplifica molto il multitasking. Basta trascinare una delle icone dal dock allo schermo per aprire l’applicazione in modalità split screen. Su Galaxy Fold4 è possibile usare fino a tre app in tre porzioni dinamiche del display interno allo stesso tempo, più una finestra flottante. 

I miglioramenti software introdotti sulla OneUI dello Z Fold4 riguardano anche le interazioni tra alcuni dei software più utilizzati, grazie alle partnership di Samsung con partner come Google e Microsoft. Nel caso delle app Google, ad esempio, ora è possibile trascinare file e documenti da un’app all’altra. Sembra poca cosa, ma è una delle funzioni meglio implementate e più soddisfacenti che ci sia capitato di provare sul dispositivo. Il trascinamento funziona senza intoppi e riproduce con successo operazioni “desktop” non disponibili sugli smartphone tradizionali. In questo modo si possono ad esempio caricare foto dalla galleria al Google Drive, oppure spostare delle immagini direttamente dal browser in un documento di Google Doc. 

Microsoft ha inoltre ottimizzato tutte le sue app per la produttività aggiungendo il supporto alla modalità MultiView dello schermo di Galaxy Z Fold4. Molto buona ad esempio l’interfaccia migliorata di Teams, che permette di sfruttare al meglio la flessione dello schermo e di utilizzare il dispositivo semi-piegato come fosse un piccolo laptop appoggiato sulla scrivania.
Segnaliamo per dovere di cronaca la totale compatibilità di tutte queste funzioni con la Galaxy S Pen. Tuttavia la nostra unità di prova non includeva lo stilo, e dunque non abbiamo potuto provare a fondo questa modalità di input. 

Ci piace

  • Il comparto fotografico migliorato.
  • Durata della batteria: ci ha sorpreso positivamente.
  • Le novità software come il dock per il multitasking e le app ottimizzate per funzionare al meglio con display pieghevole.

Non ci piace

  • La piega al centro del display interno è sempre meno evidente ma si sente ancora: è ancora uno dei maggiori compromessi da accettare.
  • Vale quel che costa, ma il prezzo è ancora alto e contribuisce alla natura elitaria del dispositivo.
  • Il dispositivo è resistente all’acqua ma non a polvere e sabbia: bisogna stare molto attenti per evitare infiltrazioni nella cerniera che possono comprometterne il funzionamento nel medio periodo.

 

In fine

Con il Galaxy Z Fold4 Samsung ha riconfermato la propria supremazia nel segmento degli smartphone pieghevoli ibridi, anche l’aggiornamento del dispositivo è puramente incrementale. Chi ha già uno Z Fold2 può tranquillamente ignorare questo nuovo modello e aspettare le novità della prossima versione. Chi invece arriva da un modello precedente o volesse esplorare il mondo dei pieghevoli ibridi smartphone-tablet, Galaxy Z Fold4 si riconferma come la scelta pressoché obbligata di questo segmento.
Samsung lo descrive come il pieghevole per la produttività, ed è certamente una definizione azzeccata: i miglioramenti software, uniti allo schermo pieghevole, permettono di fare di più di quanto si potrebbe fare sullo schermo tradizionale di uno smartphone, anche quando no si ha appresso il tablet o il PC.
L’ostacolo principale ad una larga adozione del dispositivo rimane però il prezzo: si parte da 1879 Euro per il modello base da 256GB e 12GB di RAM. È una cifra a nostro parere adeguata alla qualità e al valore intrinseco del dispositivo, ma contribuisce a confermare un ruolo di nicchia per il dispositivo.