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Perché la forza di Star Wars si esprime alla perfezione in un mattoncino

Perché la forza di Star Wars si esprime alla perfezione in un mattoncino
Lego ha appena rinnovato (per altri dieci anni) la licenza legata al brand Star Wars. L'uscita dell'ultimo set a tema, una replica del Landspeeder del giovane Skywalker, offre lo spunto per esaminare una collaborazione che va oltre gli affari.
4 minuti di lettura

Uno dei motivi per cui in molti preferiscono la prima trilogia di Star Wars, a qualsiasi prequel o sequel della saga creata da George Lucas, è lo scarso utilizzo della computer grafica.

I mezzi, negli anni Settanta, erano quello che erano. La Industrial Light & Magic, fondata da Lucas per occuparsi degli effetti speciali della trilogia, aveva anche un budget limitato. Per questo gran parte delle ambientazioni e degli oggetti che compaiono nei primi tre episodi appaiono così reali: sono stati costruiti con materiali veri, tangibili, non con un software.

Una fase delle riprese: la camera segue il modellino del caccia imperiale TIE
Una fase delle riprese: la camera segue il modellino del caccia imperiale TIE 

Si pensi, per esempio, alla scena iniziale del primo capitolo del 1977, Star Wars IV: Una nuova speranza. La grande astronave dell'Impero sfila lentamente fino a occupare tutto lo schermo, mastodontica e minacciosa: ma è solo un modellino. Quello Star Destroyer, nella realtà, misurava appena 2,5 metri e il suo punto di forza stava nei numerosi dettagli che lo rendevano estremamente credibile all’occhio della telecamera.

Sarà per questo, forse, che le navi spaziali e i veicoli d'ogni genere di Star Wars rivivono alla perfezione nelle repliche Lego. L’azienda danese produce i suoi set attingendo il più possibile ai progetti e ai ricordi di chi ha lavorato ai personaggi o agli oggetti - reali, cinematografici o digitali che siano - ideali per essere trasformati in prodotti Lego. Questo, nel caso di Star Wars, è un grande vantaggio. Perché è come se Lego avesse a disposizione numerosi calchi in gesso o silicone da cui ricavare repliche fedeli.

L'azienda danese ha ottenuto la licenza da Lucasfilm nel 1998, in un periodo burrascoso dal punto di vista finanziario. L'accordo con il brand di George Lucas ha senz’altro contribuito al rilancio di Lego negli anni 2000, tanto che la scadenza della licenza - fissata inizialmente per il 2007 e poi rimandata al 2022 - è stata appena prolungata fino al 2032. Lasciarsi sfuggire Star Wars, per Lego, sarebbe un errore imperdonabile.  

Le minifigur di Luke Skywalker e C-3PO dal set Landspeeder di Lego
Le minifigur di Luke Skywalker e C-3PO dal set Landspeeder di Lego 

Il motivo principale è legato sicuramente al mercato: stando ai dati del gruppo NDP, per esempio, il giocattolo più venduto in America nel 2021 nella categoria 'costruzioni' è stato proprio un set Lego: "Il bambino", ispirato dalla recente serie Star Wars "The Mandalorian".

Ma c'è dell'altro. L’universo narrativo di Guerre Stellari, anche grazie alla sete dei nuovi provider di contenuti streaming come Disney+, continua ad ampliarsi e a fornire spunti, personaggi e oggetti che si prestano a diventare set fatti con i mattoncini, per la gioia degli appassionati vecchi e nuovi. Ma è la trilogia anni Settanta che ha ispirato, finora, i set Lego più iconici.


Non è un caso, insomma, se i designer Lego guidati da Jens Kronvold Frederiksen, il capo del progetto Lego Star Wars, si trovano a meraviglia con le navi spaziali dei primi tre episodi e continuino a sfornare veicoli di culto. Frederiksen nasce proprio come modellista di oggetti in scala, in particolare di kit in plastica raffiguranti aerei e navi della Seconda Guerra Mondiale. E modellisti erano coloro che hanno dato vita, per primi, alla storia intricata che aveva in mente George Lucas.
George Lucas e il modellino dello Star Detroyer
George Lucas e il modellino dello Star Detroyer 

Il leggendario Millennium Falcon, per esempio, prende forma inizialmente come modellino intorno al 1975. Il primo in assoluto, utilizzato per l’Episodio IV, era lungo poco più di un metro e mezzo. E il suo aspetto, così futuristico e al tempo stesso così decadente, è il risultato di una precisa volontà di George Lucas, che per Star Wars voleva navi spaziali ‘vissute’, danneggiate e lontane a ogni costo dall’aspetto lucido e perfetto delle astronavi dei film di fantascienza dell’epoca. “Devono perdere olio e devono essere riparate continuamente” diceva Lucas.

La società che si occupava di realizzare i modellini per Star Wars, per soddisfare Lucas e per contenere le spese, aveva adottato la tecnica del kitbashing, che prevedeva l'utilizzo di pezzi di costruzioni diverse - veicoli militari o auto da corsa, in questo caso - per mettere insieme un modello tutto nuovo.

Il Falcon, caratterizzato da numerosi elementi in rilievo, era il candidato perfetto a diventare un oggetto Lego di culto. E così è stato: il set dell’astronave di Han Solo è tra i più famosi creati finora dall’azienda di Billund. Costa una fortuna, se paragonato al prezzo medio di una qualsiasi scatola Lego. E costa ancora di più la sua primissima edizione del 2007, inseguita dai collezionisti a un prezzo che supera i 5mila dollari.

Negli anni i designer Lego hanno dimostrato di saper ricreare qualsiasi oggetto o personaggio: anche quelli totalmente digitali, appartenenti per esempio a un videogame.


Ma la musica cambia, eccome, se di una nave spaziale esistono riferimenti precisi, addirittura dei progetti: come i fantastici schizzi di Joe Johnston, che a metà degli anni Settanta ha disegnato nei minimi dettagli il Millennium Falcon in favore di chi avrebbe dovuto costruirlo per le riprese. Stiamo parlando di documenti accessibili a tutti fin dal 1977, quando quei disegni sono stati pubblicati nel libro The Star Wars Sketchbook. Disegni che insomma hanno potuto consultare, sicuramente, anche i designer Lego quando si sono misurati con la nave ‘pirata’ più famosa di Star Wars.
Il cockpit del Millennium Falcon progettato nei minimi dettagli da Joe Johnston a metà degli anni Settanta
Il cockpit del Millennium Falcon progettato nei minimi dettagli da Joe Johnston a metà degli anni Settanta 

È curioso notare come gli stessi designer Lego, quando iniziano a lavorare a un nuovo set a tema Star Wars, usino una tecnica per certi versi simile a quella del kitbashing: il primo step infatti è spesso quello di dare una forma alla nuova astronave con pezzi Lego già esistenti, per avvicinarlo il più possibile al progetto su carta. Solo in seguito si prende in considerazione l'ipotesi di costruire pezzi speciali per completare il set.
Una fase della costruzione del Landspeeder di Lego
Una fase della costruzione del Landspeeder di Lego 

Ad alcuni pezzi Star Wars originali, tuttavia, Lego ha dovuto aggiungere una nota di colore inedita, come ha raccontato Frederiksen a proposito della collaborazione con Star Wars: “All’inizio abbiamo dovuto spiegargli come fosse un prodotto Lego. Se hai una nave completamente bianca, al suo interno c’è bisogno di molti elementi di colore nascosti per rendere il processo di costruzione migliore per un bambino o per un fan. Questa è una cosa che abbiamo dovuto spiegare a Lucas”.


È invece colorato, di arancione, il Landspeeder usato dal giovane Luke Skywalker nel primo capitolo della saga, Una nuova speranza. È l’X-34 con cui il futuro jedi sfreccia a un metro da terra sulla sabbia del deserto di Tatooine. Si tratta di un veicolo molto amato dai fan della saga.

E proprio il Landspeeder, 45 anni anni dopo l’uscita di Star Wars nei cinema, entra a far parte della Ultimate Collector Series di Lego, una linea preziosa dedicata ai collezionisti e ovviamente a clienti adulti. Insieme al veicolo spaziale, nello stesso set, ci sono anche due minifigure: quella di Luke Skywalker, ovviamente, con la sua spada laser, e quella dell’inseparabile droide C-3PO. Il set nasce per essere esposto: grazie alla base in dotazione, sembra che il Landspeeder stia fluttuando a mezz’aria come nel film.
Il Landspeeder originale in un frame da una scena del primo film di Star Wars
Il Landspeeder originale in un frame da una scena del primo film di Star Wars 

Il veicolo risponde fedelmente all’originale, con il grande motore posteriore repulsorlift e il trio di turbine di spinta raffreddate ad aria. La chicca di questo set, proprio in riferimento a quanto detto in precedenza sulla filosofia di George Lucas, è la turbina sinistra del Landspeeder scoperta e con i cavi in evidenza: si presenta esattamente come appare in Star Wars, elemento di un veicolo scalcinato e scrostato che può smettere di funzionare da un momento all’altro.

“Abbiamo persino incluso alcuni dei graffi originali” ha detto César Carvalhosa Soares, il designer Lego che ha ideato e curato il set.

Il Landspeeder è lungo 49 centimetri e largo 30 cm. Il set è composto da 1890 pezzi. È uno degli ultimi set Lego Star Wars. Dal 1999 a oggi, stando a quanto riporta il sito specializzato Bricklink, Lego ha creato circa 853 set a tema Star Wars, inclusi i prodotti promozionali.