Le scarpe della Silicon Valley

Allbirds ora parla italiano: online il sito dedicato al nostro Paese

Sono le calzature più amate dai guru della tecnologia, indossate anche dall'ex presidente Obama e finanziate pure dall'attore Leonardo DiCaprio
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È online da oggi, mercoledì 29 settembre, la versione completamente in italiano del sito di Allbirds, produttore neozelandese di calzature ecosostenibili: tutte le pagine che illustrano la collezione, da donna e da uomo, e anche la sezione Help con le risposte alle domande più frequenti sono state tradotte nella nostra lingua, così da rendere più facili le operazioni di acquisto.

Di Allbirds abbiamo già scritto a fine 2020, dopo aver comprato e provato un paio di calzature, incuriositi dal loro successo. Soprattutto, dal loro incredible successo nella Silicon Valley, dove manager e presidenti delle più note compagnie legate al mondo hi-tech ormai sembrano non voler indossare altro, talmente tanto che "non è raro partecipare a un meeting e incontrare altre persone hanno ai piedi le stesse che hai tu".

Le scarpe a impatto zero
Il segreto delle Allbirds, create da Joey Zwillinger, un ingegnere specializzato nelle biotecnologie e nelle energie rinnovabili, e dall’ex calciatore neozelandese Tim Brown, sta nella loro sostenibilità ambientale, che è sicuramente uno dei motivi per cui in California sono tanto amate: sono fatte di lana merino, fuori e in parte anche dentro, hanno le stringhe create partendo da bottiglie di plastica riciclata e la suola ha la parte interna realizzata dalla canna da zucchero.

Hanno avuto talmente tanto successo (le indossava pure l’ex presidente Obama) che nei primi due anni ne hanno venduto un milione di paia in tutto il mondo, suscitando l’interesse (e gli investimenti) di personaggi come l’attore Leonardo DiCaprio e nel tempo l’azienda ha ampliato i suoi orizzonti, creando anche una linea di abbigliamento sempre attenta anche alle esigenze dell’ambiente: oggi in vendita ci sono anche giubbotti e t-shirt realizzate usando prevalentemente materiali riciclati, come scarti di piante, poliestere, fibra di eucalipto e gusci di granchio.

Chissà che presto, soprattutto adesso che esiste il sito italiano, non diventino le preferite pure degli startupper dello Stivale.