L’idea di Biden

Digital Corps, l’esercito degli specialisti hi-tech della Casa Bianca

Sulla scia dei Peace Corps di Kennedy e del Digital Service di Obama, il presidente Usa annuncia un programma biennale per neolaureati che vogliano mettersi a disposizione del governo
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Il presidente americano Joe Biden segue le orme dei Peace Corps fondati da Kennedy, un'organizzazione di volontariato nei Paesi in via di sviluppo, o dei Civilian Conservation Corps voluti da Roosevelt (che avevano scopo diverso) e crea gli US Digital Corps, con alla base un programma che assegnerà una sorta di borsa di ricerca biennale per i talenti della tecnologia.

L'iniziativa è destinata a ingegneri informatici ed esperti di cybersicurezza, data scientist, designer e altre figure di elevato profilo (ma appena uscite dalle università) da dislocare nelle varie articolazioni delle numerose agenzie federali: l'idea è quella di aumentare la qualità dei servizi, a partire da quelli legati all'emergenza coronavirus fino a quelli specifici di ogni ente, e la sicurezza della sfera IT.

"Abbiamo grandi opportunità per i talenti tecnologici di ricoprire ruoli a tempo determinato nell'amministrazione federale - ha spiegato Nick Sinai, celebre investitore nel settore hi-tech e già vice responsabile degli aspetti tecnologici sotto Obama - ma non ci eravamo ancora concentrati nel reclutamento di risorse all'inizio della loro carriera: Digital Corps potrebbe cambiare la situazione". Questi giovani laureati potrebbero per esempio finire tra le fila del DDS, il servizio di difesa digitale statunitense, braccio del dipartimento della Difesa, del 18F, cioè l'agenzia dei servizi digitali, o in altri ambiti come il Presidential Innovation Fellows. O magari all'US Digital Service, l'agenzia d'élite voluta nel 2014 proprio da Obama.

Il nuovo battaglione di esperti voluto da Biden farà riferimento ai Technology Transformation Services, a loro volta branca della potente General Services Administration, a sua volta in rapporto con altri uffici come quello del budget, del personale, ovviamente della cybersicurezza, della scienza e delle politiche tecnologiche. Tentando anche di riportare al vertice delle preoccupazioni di alcuni di questi enti e amministrazioni la sicurezza digitale, troppe volte violata negli ultimi anni. Basti pensare al grande attacco hacker scoperto lo scorso dicembre, quello giornalisticamente noto con la sigla SolarWinds, l'azienda texana che è stata il principale punto d'ingresso della complessa operazione di spionaggio: oltre 250 reti coinvolte fra agenzie federali e grandi aziende.

Si partirà con 30 persone che potranno presentare le candidature in autunno, dislocate a partire dal 2022 in 5 agenzie: la già citata GSA, il dipartimento per gli Affari dei veterani, i Centri per Medicare e Medicaid e l'Ufficio per la Protezione finanziaria dei consumatori. Fronti caldi, fra salute, finanza e assistenza a chi ha combattuto nelle decine di scenari di guerra del passato, anche recente. Poi si andrà a salire di numero. E oltre al curriculum e agli studi, per l'arruolamento conteranno di più le capacità concrete. Non a caso queste reclute digitali saranno pescate da differenti programmi formativi, dagli apprendistati, dai bootcamp e dai percorsi riservati a chi non è laureato, in modo da rendere il drappello più diverso e versatile possibile. Fra l'altro, solo il 3% di chi lavora in ambiti tecnologici federali statunitensi ha meno di 30 anni e le donne sono appena il 26%: l'idea è dunque anche quella di riequilibrare questi scompensi dell'organico.

"Per fornire servizi di prima qualità le agenzie devono disporre della giusta combinazione di talenti mentre il personale esistente si accinge al pensionamento", ha spiegato in una nota Clare Martorana, chief information officer federale con un passato nel mondo della sanità: "Digital Corps è una soluzione lungimirante che creerà un banco di prova profondo per la modernizzazione tecnologica e la trasformazione digitale in tutto il governo federale e raggiungerà gli obiettivi dell'amministrazione Biden di fare progredire l'IT federale e la sicurezza informatica".

Non è chiaro quanto guadagneranno i membri del nuovo Digital Corps (che ha anche un account Twitter ufficiale), ma il punto non è quello: piuttosto, il governo vuole attrarre a sé le migliori risorse, anche se magari per un periodo di tempo limitato. Abbastanza da non bruciarli per il ricchissimo mercato dei colossi privati, sempre assetati di nuove, geniali menti, ma sufficiente per aggiungere un significativo fiore all'occhiello al loro percorso. Se è vero che la Casa Bianca affronta spesso sfide perse in partenza in termini di recruiting (in modo non dissimile da molte amministrazioni pubbliche, impossibilitate ad accordare salari paragonabili a quelli privati), dall'altra molti giovani hanno voglia di lavorare su problemi di portata nazionale come il cambiamento climatico e la sicurezza informatica, piuttosto che mettersi al servizio dell'ennesima feature di Facebook o di Google.

"Il debutto del Digital Corps arriva in un momento in cui sempre più esperti di tecnologia vogliono contribuire al bene pubblico - ha detto Jen Pahlka, ex vice CTO federale e fondatrice di Code for America - Molti sono delusi dalle opportunità offerte dai colossi della tecnologia e vogliono fare cose come garantire che le persone ottengano assistenza alimentare, assicurare i benefici per i veterani o accelerare i visti per i rifugiati negli Stati Uniti".