Criptoarte

Dalla Fiorentina a Bored Ape, gli Nft tra identità e comunità

Il mondo degli Nft va molto oltre l’arte, almeno per come l’abbiamo intesa fino a oggi: la possibilità di possesso, di certificazione concreta di un’appartenenza, apre a nuove possibilità e alla creazione di comunità con una sorta di biglietto di ingresso
3 minuti di lettura

Un altro passo degli NFTnel mondo del calcio. Dopo i fan token di Inter e Roma, anche la Fiorentina entra da protagonista nel mondo dei token non fungibili. La squadra di proprietà di Rocco Commisso sta  vendendo sulla piattaforma Genuino oltre 2mila oggetti da collezione in Nft. All’interno dello store si possono acquistare come pacchetti di figurine digitali, che raffigurano diversi tipi di gadget collezionabili.

Tra questi, ci sono 95 divise della squadra che, però, hanno una particolarità. La loro versione digitale è infatti collegata a quella fisica da una smart patch, una sorta di codice QR. E chi acquista l’NFT ha diritto a ricevere anche la maglietta corrispondente. Le vendite sono iniziate ad agosto e proseguiranno in queste settimane: il prossimo lotto è previsto per il 20 settembre.

Un mese da record
Agosto è stato un mese da record in tutto il mondo per gli NFT. In trenta giorni, su OpenSea, la più importante piattaforma di scambio di token non fungibili, si sono registrate vendite per quasi 2 miliardi di dollari. A marzo del 2021, solo 5 mesi prima, c’erano stati scambi per soli 150 milioni.

A guidare il mercato c’è stata una novità non tanto diversa da quella lanciata dalla Fiorentina nel nostro Paese. Tra maggio e giugno di quest’anno, su Twitter hanno iniziato a fare capolino una serie di immagini che ritraevano alcune scimmie annoiate, con espressioni e maschere di ogni tipo. Molti hanno iniziato a utilizzarle come foto per il loro profilo sui social, quasi a sottolineare l’appartenenza a qualche tipo di comunità, di gruppo di interesse.

Il club delle scimmie annoiate
E in effetti quelli che usano l’immagine del profilo della scimmia annoiata hanno qualcosa in comune. Fanno tutti parte del Bored Ape Yacht Club, “una collezione a tiratura limitata di NFT che garantisce anche l’iscrizione a un paludoso club per scimmie”. Il sito ufficiale è stato aperto alla fine di aprile di quest’anno. Offriva in vendita come token non fungibili 10mila disegni, tutti diversi, di scimmie annoiate, a un prezzo di circa 2mila dollari l’uno. Ci sono volute circa 24 ore perché i disegni andassero esauriti: qualche giorno dopo era possibile trovarli sul mercato secondario per circa 10 volte il loro prezzo iniziale. La star della NBA Stephen Curry ne ha acquistato uno per 180.000 dollari.

Perché qualcuno dovrebbe spendere così tanti soldi per un avatar da utilizzare su Twitter? Non c’è solo la speculazione, la volontà e la scommessa di ripagare l’investimento iniziale: “Quando acquisti una scimmia annoiata - si legge sul sito - non stai semplicemente acquistando un avatar o un'opera d'arte rara. Stai ottenendo l'accesso a un club i cui vantaggi e offerte aumenteranno nel tempo”.

Per esempio, chi acquista una scimmia annoiata compra anche il diritto di utilizzare quella determinata immagine per motivi di marketing o per stampare magliette, tazze o oggettistica. Ma più di ogni altra cosa, compra l’appartenenza a quello specifico club. Un club esclusivo, che si riunisce attraverso l’app di messaggistica Discord, sulla quale il gruppo Bored Ape conta già 13.000 iscritti.

La mania
Le scimmie annoiate sono solo la più famosa di una serie di collezioni di NFT per cui negli Stati Uniti si sta scatenando una vera mania. Ci sono i PudgyPenguins, i Doge Pirates, c’è la Tom Sachs Rocket Factory. Tutti questi esperimenti hanno una serie di caratteristiche in comune. Per cominciare, sono collezioni di NFT con un numero di pezzi limitati, in secondo luogo hanno un’iconografia riconoscibile, raccontano una storia anche solo attraverso i tratti utilizzati per il disegno. In ultimo, ma non per importanza, l’acquisto dà la possibilità di essere parte di una sorta di club, una micro-comunità che si riconosce nei valori della storia che quella collezione racconta.

La Tom Sachs Rocket Factory, per esempio, è un esperimento che fonde lo spazio digitale a quello fisico. È una piattaforma all’interno della quale è possibile acquistare come NFT tre componenti per costruire un razzo spaziale. Quel razzo spaziale, una volta costruito, diventa a sua volta un token non fungibile e resta di proprietà di chi l’ha progettato. Per chi lo desidera, la collezione offre anche la possibilità di un lancio nello spazio fisico. Lo scorso 29 agosto, a Governor Island, a New York, sono stati lanciati i primi 10 razzi, in un evento largamente documentato e raccontato sugli account social ufficiali del progetto.

Un'identità digitale
In conclusione, il mondo degli NFT va molto oltre l’arte, almeno per come l’abbiamo intesa fino a oggi. La possibilità di possesso, di certificazione concreta di un’appartenenza, apre a nuove possibilità. Apre alla creazione di comunità, di spazi di confronto e discussione con una sorta di biglietto di ingresso, o comunque con un diritto di iscrizione.

Alla fine di luglio, Mark Zuckerberg raccontava in un’intervista al giornalista americano Casey Newton del Metaverso, un possibile futuro di un Internet in cui lo spazio digitale sarà come una sorta di mondo a sé stante, parallelo ma in continua connessione con il nostro mondo fisico. Gli NFT possono essere uno degli indizi di questa strada futura. Una delle collezioni di NFT lanciate negli ultimi mesi si chiama Evaverse. La sua caratteristica è che l’acquisto di un token non fungibile dà l’accesso, attraverso l’avatar che si è scelto di comprare, a un gioco per pc simile a Fortnite, un mondo in cui è possibile giocare, parlare con gli altri utenti, organizzare stanze. In altre parole, un Metaverso, nel quale in futuro altre collezioni di NFT potrebbero scegliere di entrare.

Così come nello spazio fisico quello che possediamo ci definisce, allo stesso modo i token non fungibili rappresentano – e forse rappresenteranno – una moneta di scambio all’interno dell’Internet del futuro. Una chiave per disegnare la nostra identità, per definire chi siamo e le persone con le quali ci relazioniamo.

Francesco Marino ha un progetto di cultura digitale su Instagram che si chiama Pillole di Futuro Presente.

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