#HashtagDay: 14 anni fa il tweet con il primo hashtag. Ecco quelli più usati in Italia nel 2021

Il 23 agosto del 2007 un ex dipendente di Google utilizzò il primo hashtag. Oggi ne vengono condivisi circa 125 milioni al giorno su Twitter
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Il 23 agosto 2007 Chris Messina, ex dipendente Google di San Francisco, usò per la prima volta un hashtag. Oggi ne vengono condivisi circa 125 milioni al giorno su Twitter, senza contare gli altri social network, da Instagram a Facebook. È finito in canzoni e film, copertine di dischi, t-shirt e opere d’arte (e pure nell’Oxford English Dictionary). L’hashtag permette di ordinare le conversazioni sui social network, un po’ come la categoria kantiana catalogava e metteva in relazione i fenomeni del mondo. Solo che ognuno può inventare il suo hashtag, coinvolgere gli altri nella conversazione o prendere parte in prima persona al flusso delle informazioni. Alcuni sono passati alla storia, come #JeSuisCharlie, #terremoto, #MakeAmericaGreatAgain, altri sono stati sfruttati dalla pubblicità o da chi è in cerca di popolarità sui social. Ma l’hashtag non è uno strumento neutro, e infatti da metadato, etichetta («tag»), viene ora utilizzato di frequente come testo esso stesso. Aggiunge profondità ai 140 caratteri di un tweet, suggerendo letture diverse del messaggio: ironiche, profonde, divertenti, a volte poetiche. E così, se anche Twitter dovesse scomparire, l’hashtag non finirà tanto presto: all’inizio sulle tastiere indicava un numero, oggi è un segno comune anche del linguaggio non verbale, come le virgolette fatte con le dita.

L'hashtag è un ormai un simbolo dell'era digitale e in 14 anni dalla sua creazione ha cambiato profondamente il mondo della comunicazione, consentendo alle persone di informarsi e di condividere informazioni in modo diverso, e di partecipare a scambi di opinioni e discussioni indipendentemente dal luogo fisico di residenza. Da gennaio a giugno 2021 sono stati ben 12,6 miliardi i tweet con almeno un hashtag, di cui 140 milioni unici. E oggi che si celebra l'ultimo compleanno del celebre cancelletto, Twitter ha lanciato una nuova emoji per l'#HashtagDay, disponibile in più lingue per consentire agli utenti di tutto il mondo di partecipare a questa ricorrenza.

Gli hashtag più usati in Italila

Come in altri Paesi, anche nella Penisola gli hashtag sono stati utilizzati per promuovere battaglie politiche e sociali, per festeggiare vittorie internazionali, per commentare le imprese di celebrità televisive, ma anche per discutere dei fatti di attualità con toni leggeri. Nel mondo social dello sport, l'hashtag più gettonato tra i tweet italiani è stato quello di #Euro2020, con la vittoria dell'Italia agli Europei di calcio che ha generato un enorme numero di conversazioni. Il festeggiamento virtuale dei tifosi ha preso la forma di tanti meme e immagini, post e video accompagnati dall'hashatg #itsComingRome.

Anche la musica, trainata dai più celebri e seguiti eventi musicali, ha rappresentato il centro di un impressionante volume di conversazioni su Twitter. Tra gli hashtag in tendenza nel 2021 ci sono #Sanremo, l’ultima edizione dell’Eurovision con la vittoria dei Maneskin (con gli hashtag #Eurovision e #Escita), e l'ormai consolidato fenomeno musicale K-Pop della band coreana #Bts.

Ma gli utenti italiani si radunano su Twitter anche per discutere di politica, finanza e tecnologia. Le criptovalute sono ormai un topic sempre più frequente nelle conversazioni, soprattutto quando personaggi molto seguiti sui social (come il fondatore di Tesla Elon Musk) intervengono sull'argomento pubblicando post con hashtag #bitcoin. Inoltre, al di là delle conversazioni legate al Covid-19 e quelle relative alle singole personalità politiche, uno degli hashtag che ha alimentato dibattiti, reazioni e commenti su Twitter è stato #ddlzan, che si riferisce al disegno di legge proposto dal deputato Alessandro Zan contro l'omotransfobia. Infine, nella classifica degli hashtag più usati dagli italiani ci sono anche #amici20, #gfvip e #isola, che fanno riferimento a programmi televisivi, reality e talent show. 

Insomma, l'hashtag è ormai un passepartout digitale che permette l'accesso a un universo variegato di conversazioni ben ordinate: così possiamo leggerle, condividerle e magari anche partecipare, offrendo il nostro punto di vista, in modo semplice e con pochi click dal nostro smartphone. Un'invenzione che ha certamente contribuito a trasformarci da lettori passivi a fruitori attivi e creativi del web.