Intervista

Musica e videogiochi: la storia tutta italiana di Want Musik

Gianni Ricciardi è un veterano della game industry nostrana: la sua carriera parte da Ubisoft, passa per Ovosonico e si concretizza in una label molto particolare
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“Ci sono due passioni che mi hanno guidato da quando ero bambino, la musica e i computer”: a parlare è Gianni Ricciardi, veterano della game industry italiana, fondatore e audio director di Want Musik. Da ragazzo, suonava in una rock band e contemporaneamente sperimentava la sintesi sonora con il Commodore 64: cercando di seguire una strada tecnico-artistica, ottiene il diploma di Audio engineer nella prestigiosa scuola piemontese di Alto Perfezionamento Musicale.

Nel 1999 risponde a un’inserzione vista su The Games Machine dell’allora neonato studio di produzione Ubisoft a Milano che cercava sound designer e comprende che “avrei potuto unire le mie vocazioni sotto un unico cappello, cosa che mi ha spinto a mollare tutto. La mia preparazione interdisciplinare ha fatto colpo e mi ha consentito di entrare a far parte di questo magico mondo dalla porta principale”. Ricciardi si sente un privilegiato per aver avuto la possibilità di trasformare in un vero lavoro le migliaia di ore passate a suonare, programmare, videogiocare, produrre e registrare suoni.

Dopo anni in Ubisoft, lavora come freelance a una trentina di videogiochi come audio director, sound designer e compositore musicale per svariati studi della Penisola, tra cui la stessa Ubisoft, diventando una referenza del game audio in Italia. Questo sino al 2012, anno in cui ritrova l’ex collega Massimo Guarini, di ritorno dal Giappone, con il quale fonda Ovosonico, studio di sviluppo di Murasaki Baby e Last Day of June.

Esaurita l’esperienza di Ovosonico, Gianni Ricciardi fonda Want Musik perché desiderava dare vita a qualcosa che fosse completamente nelle sue corde: il suono, la musica per i media interattivi e la Vr. Sul suo cammino incontra l’attore Flavio Parenti, fondatore dello studio di sviluppo genovese Untold Games, che da subito crede nelle possibilità della label, la cui compagine si allarga ulteriormente con l’apporto di Mixedbag, prolifico studio di produzione torinese.

Il suono per un videogioco è diventato un elemento imprescindibile, perché una cattiva sonorizzazione o una musica sbagliata possono rovinare l’esperienza di gioco, come ci ha confermato Ricciardi: “La professionalità che si richiede a un sound designer, e ancora di più a un audio director, ha spesso a che fare con discipline diverse. Occorre ricordare che parliamo di un medium interattivo che utilizza strumenti tecnici allo stato dell’arte, perciò ci ritroviamo spesso in un territorio che porta velocemente da competenze estremamente tecniche, con approcci logico-deduttivi più da programmatore che da musicista, a territori squisitamente stilistici dove è richiesta una grande sensibilità musicale e di approccio al suono in generale. Questo lavoro non è mai uguale a se stesso e continua a trasformarsi velocemente, grazie anche alle tecnologie recenti come la Vr e l’audio spazializzato”.

Oltre ai videogiochi, Want Musik lavora su progetti ibridi: “La fusione di tante discipline spesso porta ad approcciare settori che potrebbero sembrare distanti, ma le tecnologie del gaming, che per loro natura sono multi-disciplinari e estremamente avanzate, si prestano molto bene in altri contesti”.

Contesti come Emula, della startup piemontese 2Electron, una moto elettrica in grado di simulare qualunque tipo di motore a scoppio, sia nel comportamento fisico della moto sia nella sua risposta sonora. Oppure come Teburu, prodotto dalla ligure Xplored, che consente di fare dialogare qualunque tabellone di gioco fisico con un tablet in grado di inserire elementi narrativi e sonori nell’esperienza ludica classica con le miniature, grazie anche a dadi bluetooth che trasmettono i punteggi ottenuti a una periferica in tempo reale.

Ricciardi ci ha raccontato anche che “ho diretto l’audio di questi progetti trattandoli come fossero videogiochi. In una simulazione poco importa se dall’altra parte c’è una console, una moto vera o dadi da gioco. Questo grazie ai potenti strumenti software propri dei videogame, in grado di interfacciarsi in tempo reale a prodotti di qualunque natura fisica. In questo modo mi sono potuto concentrare sull’aspetto più strettamente artistico dei contenuti, dato che nessuno si è dovuto preoccupare di mettere in piedi uno strato tecnologico che abbiamo invece la fortuna di possedere già pronto all’integrazione”.

Il settore del videogioco in Italia è in espansione, un’etichetta come Want Musik può agevolare la professionalità delle produzioni nel nostro Paese: “Credo che come sempre la parola chiave sia innovare. Il nostro Paese sta attraversando un momento d’oro di attenzione mediatica internazionale, ma quello che manca, lo sappiamo bene, sono gli investimenti”.

Negli ultimi anni la nostra game industry è cresciuta tanto, secondo Ricciardi principalmente grazie alle capacità imprenditoriali di chi ci lavora: “Abbiamo saputo attrarre capitali da publisher stranieri, cosa che ci ha consentito di sopperire molto bene alla mancanza di queste figure internamente al nostro territorio. Ma essendo il flusso produttivo non ancora in salute come nel resto dell’Europa, c’è anche una carenza di professionalità dovuta alla didattica non sempre di qualità e alla poca formazione sul campo”.

Essendo impegnato da molti anni in prima persona come docente di Game audio in varie scuole, Gianni Ricciardi non può fare a meno di notare alcune carenze che sono specifiche nel nostro Paese: “Se non si può contare su risorse adeguatamente formate, diventa difficile alzare la barra qualitativa delle nostre produzioni, mentre al tempo stesso non si riesce a creare professionalità se non si hanno progetti di rilievo da utilizzare come strumento formativo sul campo”.

Per questo Want Musik si sta attivando per creare un circolo virtuoso di didattica, divulgazione e formazione in questo settore, è la conclusione di Ricciardi: “A breve faremo un annuncio sul quale non posso ancora dire nulla, le novità arriveranno dopo l’estate”.