Almanacco dell'innovazione 11 agosto 1994

Un compact disc di Sting - su un sito che non c'è più - inaugura la lunga stagione dell'ecommerce

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Il 12 agosto 1994 il New York Times, nella sezione di economia, in basso, aveva una foto con cinque ragazzini fieri davanti a dei personal computer e sotto questo titolo: “Attenzione, Internet è aperto per gli acquisti”.

Il giorno prima a Filadelfia, Phil Brandenberger era andato sul sito di NetMarket, che aveva i suoi server in New Hampshire (dove stavano i cinque ragazzini della foto), aveva comprato online un compact disc di Sting (“Ten Summoner’s Tales”) del costo di 12 dollari e qualche centesimo e lo aveva pagato con la sua carta di credito inviando i dati al server con un sistema sicuro di cifratura (Pretty Good Privacy) che impediva ad altri di rubarli. Aveva fatto la storia

Qualche giorno dopo anche la catena di pizze Pizza Hut registrò i primi ordini online; e qualche mese dopo avrebbe iniziato a vendere libri in questo modo anche una nuova società che avrebbe conquistato il mondo: Amazon. 

E NetMarket che fine ha fatto? L’idea per la startup era stata di Dan Kohn: si era laureato in scienze economiche in un college di Filadelfia e mentre studiava a Londra immaginò che Internet poteva essere usato anche per comprare e vendere. La cosa era abbastanza visionaria perché il world wide web era appena nato eppure convinse un amico che studiava a Yale, Roger Lee, e partirono con l’idea di vendere compact disc e libri. NetMarket ha avuto successo ma non è diventata Amazon: è stata comprata varie volte da diverse corporation e adesso fa parte di un grande gruppo dove in effetti è scomparsa. 

La fortuna di Amazon forse è stata quella di non essere mai stata comprata. E la bravura di Bezos quella di non vendere mai.