Un anno di politica su Twitter: di cosa hanno parlato i leader dei partiti

L'analisi di KPI6 svela attraverso gli hashtag i temi su cui i politici italiani hanno impostato la loro comunicazione sul social network
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Negli ultimi dodici mesi, tutto il mondo ha parlato di coronavirus, di covid, di pandemia. I politici italiani no, o almeno non molto, a giudicare dagli hashtag che hanno usato su Twitter. L'analisi di KPI6 segnala innanzitutto Nicola Zingaretti, con tre hashtag diversi: #covid, #covid19, #uniticontroilcovid. Ma l’ex segretario del PD è stato contagiato in prima persona, e ha raccontato la sua malattia sui social, rispondendo spesso anche messaggi di sostenitori e altri politici. 

Dopo Zingaretti, hanno parlato di #covid Antonio Tajani (22 hashtag) e Giorgia Meloni (15), con Di Maio ultimo (5). In compenso, il Ministro degli Esteri ha usato 17 volte l’hashtag #madeinitaly e 11 volte #pattoexport, coerentemente con il suo ruolo. Non è però un grande utilizzatore del social network, con 529 tweet in un anno; peggio di lui solo Emma Bonino (91 tweet), tra i quali si segnalano 5 #iovotono al referendum dello scorso settembre sul taglio dei parlamentari. 

Ritratti psicologici
I dati rivelano molto della personalità dei politici presi in esame: perché cos’è in fondo un hashtag se non un modo di dare inizio a una discussione o prender parte a una già avviata? Ad esempio Matteo Renzi: non è più un grande utilizzatore di Twitter (806 tweet in 12 mesi), ma ha adoperato hashtag soprattutto per promuovere il suo libro: #lamossadelcavallo ricorre infatti 52 volte. Prevedibilmente non passerà alla storia com’è successo per  #JeSuisCharlie o #MakeAmericaGreatAgain, e saranno travolti nel flusso del social anche #renzirep, #renzicorriere, #renzicorr, #renziqn, #renziavvenire, usati in occasione di varie interviste concesse dal presidente di Italia Viva. A proposito,  #italiaviva viene usato 34 volte, contro le 51 ricorrenze di #enews, la sezione del sito web di Renzi che pubblica notizie e aggiornamenti. 

Il coordinatore di Forza Italia Tajani ha speso più hashtag per i #vaccini (24) e per il #recoveryplan (20) che per il suo partito #forzaitalia. Al contrario di Giorgia Meloni, che si impegna molto con #fratelliditalia, per poi dedicarsi equamente a #cassaintegrazione, #bastacoprifuoco, #bastasbarchi e #blocconavale. È una twittatrice assidua, forte di 1691 tweet nel periodo considerato dalla ricerca, ma non come Carlo Calenda, che arriva a 6211. Il capo politico di Azione ha pubblicato pure lui un libro, I mostri e come sconfiggerli, e ha avuto gioco facile a farne un hashtag: #imostri, appunto, che conta 103 ricorrenze. Subito dopo, ecco #calendasindaco, destinato inevitabilmente a diventare più usato vista la sua candidatura a primo cittadino di Roma. 

Il caso Salvini
In cima alla classifica di Twitter, il leader della Lega Matteo Salvini, che stacca gli altri di diverse lunghezze con i suoi 8251 tweet, frutto di una strategia social studiata e aggressiva. Anche qui niente covid, niente pandemia, niente coronavirus. Ma ben 77 #mezzorainpiù (per la trasmissione tv di Lucia Annunziata) e 143 #portaaporta, per il programma di Bruno Vespa. #Vociitaliane, usato 206 volte, raccoglie un discreto seguito su Twitter, e funziona come dovrebbe funzionare un hashtag, coinvolgendo nella discussione altre persone. C’è il #senato, con 219 ricorrenze, e poi c’è, ovviamente, Salvini che parla di #salvini. Con 1829 ricorrenze, è l’hashtag più usato nella discussione politica italiana.