l'analisi

Non solo Eurovision: il successo dei Maneskin visto dai social

Netta prevalenza di donne tra coloro che hanno partecipato alle conversazioni online relative alla band romana: sono il 63,4% rispetto al 36,6% di uomini
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Dopo il successo a Sanremo, i Maneskin hanno trionfato anche a Eurovision 2021 facendo vincere la manifestazione canora all’Italia dopo 31 anni, e sui social network è un tripudio in loro favore. Durante lo scorso Festival, le citazioni online per la rock band italiana erano state 274mila, da parte di oltre 19mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (fra like, condivisioni e commenti) 1,6 milioni di persone. In occasione di Eurovision, le mention invece sono state più di 465mila, da parte di oltre 51mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto 4,5 milioni di persone.

C’è un dato su tutti che fotografa la situazione: in appena 36 ore, dall’1 del giorno della finale di Eurovision alle 24 di ieri, le citazioni dei vincitori della manifestazione canora sono state oltre 412mila, da parte di 46mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto 3,9 milioni di persone. Il picco massimo di tali conversazioni si è avuto tra mezzanotte e 45 e l’1, quando in un solo quarto d’ora sono state 31.200 le mention relative ai Maneskin: più di 2mila citazioni al minuto, cioè oltre 34 mention al secondo.

Il dettaglio del pubblico: donne e under 34
Netta prevalenza di donne tra coloro che hanno partecipato alle conversazioni online relative alla band romana: 63,4% rispetto al 36,6% di uomini: come dire, quasi due su tre. Marcata anche la prevalenza di giovani: il 46,5% di età compresa tra 25 e 34 anni e il 44,7% di età compresa tra 18 e 24 anni. Nel complesso, il 91,2% di coloro che hanno partecipato a questa maratona fra social e tv era under 34. Un volume di conversazioni che ha generato 1672 miliardi di impression a livello di portata potenziale (“opportunity to be seen”), che si stima ragionevolmente abbia effettivamente generato 83,6 miliardi di impression, al lordo delle duplicazioni.

Per avere un’idea di cosa questo significhi, visto che a volte con i grandi numeri si rischia di confondersi, se tramutassimo tale numero di impression in Ave (sigla che sta per Advertising value equivalence), a solamente 1 euro a Cpm (Cost per “mille”, cioè costo per 1000 impression), questo sarebbe equivalente a 83,6 milioni di euro.

Il post che ha generato maggior engagement in assoluto è il video di “Zitti e Buoni” su YouTube, pubblicato sul canale Eurovision alle 23:04 del 22 maggio, che al momento in cui scriviamo ha totalizzato 18,1 milioni di visualizzazioni, più di 433mila like e oltre 47mila commenti.

Nelle conversazioni, netta prevalenza di sentiment positivo, quasi il triplo di quello negativo, generato in netta prevalenza dalle voci scatenate dall’articolo di Paris Match dal titolo Il vincitore italiano ha preso cocaina in diretta?. L’ipotesi sollevata dal settimanale francese è stata smentita da Damiano, il frontman dei Maneskin (e anche dal video integrale della scena), ma non ha mancato di generare polemiche. Dall’altro lato, il New York Times ha letteralmente scritto, riferendosi ai Måneskin, "se volete un Paese in cui il rock è più vivo che mai, trasferitevi in Italia”.

Del resto anche la “emoji cloud”, la nuvola delle 120 emoji maggiormente associate alle conversazioni online relative ai Maneskin, non lascia spazio a dubbi, con cuori, amore, applausi e bandiere italiane a fare la parte del leone.

Un successo che resterà nella storia
Insomma, Eurovision 2021 e la rock band nostrana entreranno sicuramente nei libri di storia. Non solo perché l'Italia è stata incoronata vincitrice quest'anno a 31 anni dall’ultima volta, ma anche perché questo è stato il più grande evento di intrattenimento alla presenza di persone in Europa dall'inizio della pandemia.

Lo spettacolo all'Ahoy Arena ha fornito un assaggio della vita come la conoscevamo e un futuro in cui il virus potrebbe essere sotto qualche forma di controllo. Qui la gente ballava, applaudiva, beveva e si dava pacche sulle spalle. Lo spettacolo sarà visto da molti in tutto il mondo come un segno che i principali eventi culturali, con concorrenti di dozzine di Paesi, possono essere organizzati con successo se vengono messe in atto misure sufficienti per limitare la diffusione del coronavirus. Perché “il rock 'n' roll non muore mai!”, come ha detto Damiano accettando il premio. E dunque, lunga vita ai Maneskin e al rock 'n' roll.