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Come guadagnare su YouTube

Dalle inserzioni pubblicitarie al Cpm, da SuperChat e SuperSticker sino al merchandising: come trarre il massimo dal proprio canale
3 minuti di lettura

YouTube è la piattaforma che di più e prima delle altre ha fornito agli iscritti la possibilità di guadagnare dal loro lavoro online.

 

Anche in questo caso, come su Facebook, TikTok e Twitter, vale la pena ricordare che il Programma Partner della piattaforma controllata da Google è non solo estremamente articolato, ma anche non riservato agli autori più seguiti e invece aperto a chiunque abbia almeno 1000 iscritti al canale. Per poter guadagnare, cioè attivare sui video uno o più degli strumenti illustrati di seguito, occorre comunque affiliarsi al programma.

 

Gli annunci pubblicitari
Le opportunità sono molte, al netto di tutte le partnership sottoscritte in modo più o meno informale con agenzie o brand. La prima è ovviamente costituita dalle inserzioni pubblicitarie all’interno dei video, che è un mondo a sé stante (tutti i formati e le indicazioni sono spiegati qui): si va dai pre-roll che chi guarda può saltare a quelli fissi, sino ai bumper e ai banner che si materializzano in sovrimpressione.

 

Di solito il guadagno è di pochi centesimi o frazione di centesimo a visualizzazione, ma nei ricavi degli youtuber (sui quali la piattaforma guidata da Susan Wojcicki impone massima riservatezza) intervengono una serie di fattori: “Le differenze variano da creator a creator e anche da video a video - ci ha spiegato a un noto youtuber italiano che ha preferito restare anonimo proprio per l’accordo sottoscritto con YouTube - Il Cpm (il costo che un inserzionista paga ogni 1000 impression dell’annuncio all’interno di un video, ndr) cambia in base alle categorie e ai territori dai quali arriva il pubblico. Negli Stati Uniti è 4-5 volte superiore rispetto all’Italia”. In media, un range accettabile varia dai 2 ai 6 euro per Cpm.

 

Dallo scorso anno i creator possono avere un’idea più precisa dei loro guadagni attraverso un altro parametro: è l’Rpm, che misura le entrate nette ogni 1000 visualizzazioni e si basa su tutti gli strumenti illustrati in questa pagina. Cioè annunci, abbonamenti al canale, entrate da YouTube Premium, Superchat e Super Sticker.

 

 

Gli abbonamenti
Fra le iniziative più semplici, c’è quella di candidarsi all’attivazione di un abbonamento al proprio canale. Oltre all’accesso ai video, l’abbonamento può consistere anche nella distribuzione agli iscritti di badge, emoji, benefit di altro tipo, chat dal vivo e altri contenuti, anche se con policy piuttosto stringenti imposte da YouTube (per esempio, niente contest, lotterie, incontri di persona). L’abbonamento è disponibile anche in Italia, oltre che in molti altri territori: i creator ricevono il 70% del costo, al netto delle tasse e delle commissioni; il resto delle spese, comprese quelle legate alle carte di credito, è coperto da YouTube.

 

SuperChat e SuperStickers
Sono le opportunità più semplici per monetizzare, disponibili già dal 2019: si tratta di modalità che i fan hanno a disposizione per mettersi in evidenza all’interno dei commenti e delle chat ai video in diretta.

 

Si possono appunto comprare (ce ne sono per tutte le tasche) e utilizzare soltanto durante le dirette e le prèmiere: nel primo caso consentono di acquistare messaggi di chat che si distinguono dagli altri e in alcune occasioni di metterli in primo piano nella parte superiore della finestra della chat; nel secondo caso si tratta di adesivi animati sempre all’interno dello stesso spazio.

 

Entrambi si acquistano in tempo reale e YouTube trattiene il 30% della cifra pagata dall’acquirente, mentre il resto va allo youtuber.

 

YouTube Premium
È l’abbonamento che consente agli iscritti a YouTube di scaricare i video per la visione offline e di evitare la pubblicità: in questo caso, i creator guadagnano una fetta dei diritti corrisposti da YouTube in base al tempo in cui i loro contenuti sono guardati e anche a quante volte vengono scaricati. All’inizio di ogni mese vedranno la redistribuzione all’interno di Analytics, con i guadagni organizzati per video.

 

 

Il merchandising
È la possibilità più complessa, riservata ai creator che puntano molto sulla loro attività e decidono anche di investire nella produzione di gadget e accessori con i loro nomi, loghi, brand o slogan. Si possono mettere in evidenza sino a 12 prodotti in una sorta di scaffale virtuale da allestire attraverso YouTube Studio e solo se il profilo è ritenuto adeguato e si trova in uno dei territori abilitati (l’Italia c’è). Se il canale è musicale, dev’essere il canale ufficiale dell’artista; se è un canale di altro genere, deve avere più di 10mila iscritti.

 

Insomma, lo scaffale per i prodotti è un meccanismo di monetizzazione più complesso e non proprio a portata di tutti, ma fra le diverse opportunità c’è anche quella di scegliere uno dei prodotti dallo scaffale e proporlo in evidenza durante una diretta.