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Rivoluzione tivù, il Benetton Rugby ritorna in chiaro sul canale 20

Intesa Mediaset-Fir: ma Treviso deve contribuire alle spese al broadcaster italiano della competizione. La svolta dopo sette anni anche per rilanciare il movimento stremato dalle sconfitte della nazionale nel Sei Nazioni

TREVISO. I Leoni tornano in chiaro. Le partite dell’Union Rugby Championship allargato alle sudafricane saranno trasmesse da Mediaset, sul canale 20, che diventa il broadcaster italiano della competizione.

A distanza di 7 anni, Benetton e Zebre saranno visibili senza pagamenti o canoni aggiuntivi, e questo indubbiamente è uno dei punti su cui la Fir insiste per rilanciare il movimento, stremato dalle sconfitte della nazionale nel Sei Nazioni.

Ma sono i termini dell’accordo che sono meno allegri per Treviso e di conseguenza per le Zebre. Il colosso milanese mette sul piatto un contributo dci circa un terzo delle spese di produzione, i restanti due terzi sono a carico degli interessati che andranno sul piccolo schermo.

E di conseguenza il Benetton, come la franchigia ducale di Parma, dovrà accollarsi circa 100 mila euro di spese. Dicono i bene informati che la società avrebbe gradito un diverso ruolo, nella trattative sui diritti televisivi, ma che la Fir scommetta molto sul ritorno in chiaro. E visto che di tv si parla, bel debutto per lo streaming dell’amichevole con i Sale: quasi 700 i contati web, dal Canada alla Nova Zelanda.

Di tv in chiaro, e di molto altro, si è parlato nel colloquio che il presidente federale Marzio Innocenti ha avuto a Calalzo con la dirigenza biancoverde, dopo aver salutato tutte la squadra che era in ritiro nella località cadorina, alla viglia del match con i Sale Sharks che segnava il debutto del nuovo corso con l’head coach italiano (l’ultimo era stato Umberto Casellato, nel 2013).

Il discorso ufficiale del presidente è stato molto centrato sulla consapevolezza della competitività internazionale raggiunta da Treviso, e il presidente ha ricordato la gioa della Rainbow e l’importanza del successo di Treviso nella manifestazione primaverile. Non a caso ha voluto augurare la «migliore continuità di risultati» a Treviso per la stagione che andrà a cominciare il 25 settembre.

Ma poi Innocenti ha ribadito la priorità della nazionale per il movimento, quell’Italia che lui ha guidato da capitano alla prima storica Coppa del Mondo 1987 in Nuova Zelanda, e chi oggi ha bisogno di risultati come l’ossigeno. E in questa chiave ha voluto ricordare come lo staff di Treviso, ad altissimo taso azzurro – Bortolami, Ongaro, Masi fra gli altri - rappresenti nello stesso momento un modello e uno stimolo, per dare ai Leoni l’orizzonte e il valore delle Nazionale alla ricorca assoluta di vittorie.

Un discorso estremamente tarato sui tantissimi giovani che affollano la rosa di Treviso, cui la Federazione guarda con fiducia per uscire dalle sabbie mobili degli ultimi cicli tecnici.

E a proposito di giovani dopo la cena ufficiale di squadra, dirigenza e presidente e, si sono susseguiti i colloqui di Innocenti con la dirigenza e lo staff tecnico, per definire al meglio le sinergie fra federazione e Benetton nell’imminente stagione. E il numero uno del rugby italiano ha data la garanzia sulla partenza dell’Accademia di Treviso nell’estate 2022 - proprio fra un anno – che diventerà laboratorio del futuro sia del club che della nazionale, e che dovrebbe giocare – in parallelo con la prima squadra – un Urc under 23, dando occasione alle migliori promesse del nostro rugby di confrontarsi anche a livello di club con le altre Academies.

Una struttura che Treviso chiedeva da anni, già nei mandati di Gavazzi, ma sin qui era sempre stata rinviata.

Dal canto suo, alla cena, Zatta aveva ringraziato Innocenti per la visita e per il discorso, riaffermando l’impegno del Benetton per «una competitività internazionale, ma anche il parallelo impegno per il movimento italiano, nella consapevolezza del proprio ruolo».

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