Benetton Rugby, coach Gustard ci crede: «Treviso club dall’enorme potenziale»

L’assistant di Bortolami, creatore della difesa “branco di lupi”, ha iniziato il lavoro alla Ghirada con la sua nuova squadra

TREVISO. E’ una delle nuove figure del rinnovato staff tecnico del Benetton Rugby e ha iniziato la prima avventura in terra italiana. Paul Gustard è l’assistant coach di Marco Bortolami e l’allenatore della difesa biancoverde. L’inglese da oltre una settimana sta allenando i Leoni insieme al resto dei membri dello staff tecnico e ha rilasciato le prime impressioni a BEN TV.

Paul, prima di tutto come sta andando l’ambientamento a Treviso?

“Abbiamo trovato un ottimo benvenuto, chiaramente con la pandemia siamo rimasti in quarantena appena arrivati. Mia moglie e i miei tre figli sono arrivati a Treviso due settimane dopo di me, abbiamo cominciato a visitare il centro città e a conoscere la splendida cultura italiana, tra cui il cibo, il vino, le splendide giornate per un bellissimo inizio qui. Noi abbiamo cominciato con la prestagione, allora mia moglie può svolgere altre attività con i bambini e io e la mia famiglia stiamo apprezzando queste prime settimane a Treviso”.

Come stanno andando i primi allenamenti con la squadra?

“Innanzitutto credo che i giocatori siano molto carichi, i giovani giocatori stanno seguendo i più esperti che indicano la direzione verso cui vuole andare il club, sono molto impressionato dall’energia che stanno trasferendo in allenamento e dall’attitudine e dal desiderio a imparare. Sono contento anche dell’energia in crescita in questa seconda settimana rispetto a quella precedente, i giocatori sanno quello che ci aspettiamo e il livello a cui vogliamo arrivare. Perché è importante costruire sul successo ottenuto l’ultima stagione, stiamo accrescendo le basi fisiche e tecniche durante gli allenamenti di queste due settimane”.

Come sta proseguendo l’inserimento all’interno del nuovo staff tecnico?

“La conoscenza tra noi membri dello staff è iniziata circa a gennaio, abbiamo avuto diverse chiamate su Zoom e su Facetime, chiamate al telefono con Marco Bortolami. Stiamo costruendo un’ottima amicizia e una buonissima connessione circa la direzione in cui vogliamo andare come squadra, come noi dello staff possiamo supportare i giocatori. Credo che il lavoro di tutto lo staff stia creando un bellissimo ambiente per le performance dei giocatori, creando anche un’opportunità per loro per crescere come giocatori. Siamo uno staff che unisce diverse culture e viene da diverse esperienze formative e che pertanto può condividere punti di vista differenti sul programma. Una sfida per ciascuno di noi, che dobbiamo supportare e dare ai giocatori i giusti insegnamenti per migliorare”.

Cosa ti aspetti da questa avventura?

“Personalmente mi piacerebbe portare miglioramenti nella squadra, come ho detto prima abbiamo vinto la Rainbow Cup l’ultima stagione, noi vogliamo costruire su queste fondamenta e sul lavoro degli ultimi anni del club in campo europeo. Dobbiamo mirare al futuro, abbiamo tanta qualità e diversi giovani promettenti, devo assicurarmi che loro diano il massimo e possano soddisfare le proprie ambizioni. Dopodiché speriamo che il team continui ad avere successo, lo abbiamo dimostrato in Rainbow Cup dove siamo rimasti imbattuti, abbiamo le capacità per vincere i grandi match e le capacità per farlo costantemente, tramite il lavoro che devo portare io, con Marco, Fabio e Andrea”.

Puoi dare un’anticipazione della tua visione tecnico-tattica, specialmente per quanto concerne la difesa?

“Ci sono due modi per interpretare la difesa, la prima è che se non vuoi permettere che una meta venga segnata, una visione a mio avviso conservativa, in cui si pensa alle connessioni, all’integrazione e a una mentalità di riportare indietro il pallone. Credo fermamente in quest’ultimo pensiero, di ricacciare indietro l’ovale il più velocemente possibile. Particolarmente quando guardiamo alla forza della squadra, se hanno dei pericolosi trequarti penso che sia importante dare a noi stessi la possibilità di rompere il gioco in attacco, turnover e contrattacchi. Per farlo è importante prendere il tempo agli avversari, ossia avere una linea più aggressiva rispetto all’ultima stagione e creare opportunità per trasformare la difesa in attacco”.

Quanto è importante per te entrare nello staff dei Leoni che vengono dalla vittoria in Rainbow Cup?

“E’ fantastico unirsi ad un club che viene da una vittoria così importante, l’ambiente è felice e ha testato cosa vuol dire il successo. E’ sempre difficile vincere una competizione di livello internazionale, abbiamo fatto vedere di poter competere con chiunque, ora si tratta di migliorare le nostre capacità nel vincere spesso. Le persone nel club sono cariche e volenterose nel compiere un altro passo importante. Desidero recitare la mia parte in questo processo, non solo nello sviluppo dei giocatori, ma anche nello stimolare lo staff a crescere con nuove idee, basandomi sulle mie esperienze manageriali ad alto livello per 12 anni in Premiership e nello staff dell’Inghilterra”.

Video del giorno

Sgarbi e Al Bano cacciati a fischi dal palco dell'Arena di Verona: era la sera dell'omaggio a Franco Battiato

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi