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Giro, il secondo abbraccio della Marca Il tappone fa riscaldamento sul Cansiglio

L’attraversamento della Piana (non accadeva dal 1978) oggi prima delle Dolomiti. Colle Umberto, deviazione per “Botescià”

Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura

TREVISO

Nemmeno il tempo di archiviare la festa trevigiana della Cittadella-Monte Zoncolan di sabato scorso e il Giro concede un secondo abbraccio alla Marca. Oggi il segmento numero 16 porta la carovana da Sacile a Cortina, tappone dolomitico da 212 chilometri e 5.700 metri di dislivello, incarognito da Fedaia, Pordoi e Giau. Una giornata clou dell’edizione 2021, forse la più bella. E i tifosi di casa nostra possono contare su un delizioso “aperitivo” da quasi 25 chilometri: il tributo a Ottavio Bottecchia a Colle Umberto e l'arrampicata della Crosetta. La tappa scatta alle 11 da Sacile, l’ingresso nella Marca è previsto alle 11.02 a Ponte della Muda, frazione di Cordignano. Poi Colle Umberto, Cappella Maggiore (zone dell’ex pro’ Marzio Bruseghin) e Fregona. Merita una sottolineatura l’omaggio al primo vincitore italiano del Tour de France, che sbancò le edizioni del 1924 e 1925. Per interesse dell’amministrazione comunale e della Federciclo, è stata ottenuta una deviazione davanti alla casa natale di Bottecchia, in località Mescolino. Una celebrazione a tutto tondo: l’esibizione dei bersaglieri, bici d’epoca, coccarde rosa e striscioni. Dietro al passaggio c’è un progetto più ampio: l’idea di valorizzare la casa natale di “Botescià”; il progetto di una tappa (partenza?) per il Giro 2024, nel Centenario dal primo trionfo giallo del campione di San Martino di Colle Umberto.

L’altro focus è sul Cansiglio: il primo gran premio della montagna della tappa coincide con La Crosetta, asperità di prima categoria (11,6 chilometri, pendenza media al 7% e punte all’11%) con cima a 1.118 metri. Una scalata che ci riporta agli anni pionieristici del pedale: la corsa rosa l’affrontò per la prima volta nel 1933 e a scollinare davanti a tutti fu Alfredo Binda. Sì, proprio il Trombettiere di Cittiglio che si portò a casa cinque edizioni del Giro e fu l’unico campione a essere pagato - edizione 1930 - dagli organizzatori per non partecipare. Tanta era la sua superiorità sulla concorrenza dell’epoca. Lo stesso gpm vide svettare Nino Defilippis nel tracciato rosa 1962, poi nel 1978 fu la volta dello svizzero Ueli Sutter.

Facile immaginare che i tifosi trevigiani non perderanno l’occasione di un gran premio della montagna da gustare dal vivo. Facile intuire che tanti saranno a Cortina o sul mitico Pordoi, Cima Coppi dell’edizione 104. Ma negli occhi di Andrea Vendrame c’è ancora l’omaggio dei tifosi a Ponte della Priula e San Vendemiano, l’emozione di una tappa rosa a un tiro di schioppo - è di Santa Lucia - da casa. Commovente il messaggio firmato ieri mattina su Facebook dal vincitore della tappa di Bagno di Romagna. Da sottolineare la dedica al Fans Club. «Correre sulle strade di casa è sempre meraviglioso, farlo da fresco vincitore di una tappa del Giro è stato un grande orgoglio», il post di Vendrame, al primo successo di tappa nella corsa più amata. «Grazie a tutti voi per aver reso la tappa dello Zoncolan indimenticabile, aver visto l’emozione nei vostri occhi è stato indescrivibile. Siete il motivo per il quale non mollerò mai. Onorato di avere un Fans Club così straordinario».

I suoi tifosi saranno al Giro pure oggi, possibile che Vendrame provi ad accontentarli con un’altra fuga. A meno che il dislivello monstre non gli suggerisca di tentare l’avventura un altro giorno. Enfant du pays è sempre Davide Cimolai, 31enne friulano che da un paio d’anni abita a Villa di Villa, dove arriva il Giro del Belvedere Under 23.

Simpatico siparietto a Caneva, nella frazione di sabato: s’è fermato per abbracciare la fidanzata in dolce attesa. I fans gli hanno rinnovato l’appuntamento oggi al raduno di partenza a Sacile. Chi invece non ricorderà con piacere l’attraversamento trevigiano del Giro è Nicolas Edet, 33enne francese della Cofidis, caduto sabato a Caonada a una ventina di chilometri dal via: è stato operato all’ospedale di Treviso per la frattura all’omero sinistro. —

Mattia Toffoletto

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