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Il presidente del Coni Malagò tifa Imoco: «Egonu devastante, è la più forte al mondo»

Il numero uno dello sport italiano ha sostenuto Conegliano alla Super Final di Champions League: «La mia famiglia è originaria di Bibano, bravi Garbellotto e Santarelli» 

CONEGLIANO. Il presidente uscente del Coni Giovanni Malagò è stato tra i principali sostenitori dell’organizzazione delle Superfinals di Champions League a Verona e non nasconde la soddisfazione per la vittoria delle pantere.



 

Presidente, cosa pensa della vittoria in Champions dell'Imoco Conegliano, città di origine di una parte della sua famiglia. Ha visto la partita?

«Sì, l’ho vista, me la sono goduta. È stata una finale pazzesca, una partita incredibile che consegna l’Imoco Volley alla storia. Come in occasione della vittoria dello scudetto mi sono complimentato sia con il presidente Garbellotto che con il tecnico Santarelli per aver regalato l’ennesimo successo al movimento pallavolistico italiano. Sì, la mia famiglia, da parte di mia madre, è originaria di Bibano, quindi il legame con le pantere è speciale: diciamo che sono un po’ tifoso di Conegliano. Ma premesso questo, è la vittoria di una squadra italiana e fa felice tutti, al di là dei campanilismi o del tifo. Peccato non aver centrato il bis al maschile con la Trentino Volley».



I dati di ascolto (circa un milione di spettatori nel tiebreak) sono stati molto soddisfacenti. Quali sono a suo parere i fattori che hanno favorito questo boom?

«Credo che abbiano contribuito vari fattori: il movimento pallavolistico è radicato sul territorio, la pallavolo fa parte della tradizione sportiva del nostro Paese; a ciò aggiungiamo la “fame” di sport provocata da questa pandemia che ci ha privato a lungo, tra le varie cose, della possibilità di assistere a match come questi… Verona ha portato in scena la pallavolo, uno spettacolo unico e il pubblico appassionato e competente non aspettava che questo show».

Le Superfinals di Verona possono fare da traino al post-Covid, nonostante l'assenza di pubblico?

«Le Superfinals faranno sicuramente da traino al post-Covid. Restando nell’ambito della pallavolo, lanciano sicuramente la volata alle Olimpiadi dove l’Italia sarà rappresentata da tante delle protagoniste e dei protagonisti visti in campo a Verona. Esse, inoltre, confermano la vocazione sportiva multidisciplinare della vostra Regione che quest’anno ha ospitato i Mondiali di sci alpino e che tornerà protagonista con i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. A questa vocazione si aggiunge la grande attenzione delle istituzioni locali nei confronti dello sport. Il Veneto è un volano, una fucina di atlete ed atleti azzurri e squadre come l’Imoco contribuiscono a far crescere il movimento pallavolistico italiano e, magari, ad accendere la passione in tante giovani e in tanti giovani. La pandemia ha provocato moltissime “vittime” e gravi ferite nel nostro tessuto sportivo, in termini di tesseramenti e di scomparsa di associazioni e società sportive. Sono certo che la stagione fantastica che ci ha regalato Conegliano, alimenterà in tanti ragazzi del territorio e non quella fiamma che il coronavirus ha tentato di soffocare. Oggi spettatrici e spettatori, domani protagoniste e protagonisti in campo: che sia un torneo giovanile, un campionato nazionale o, magari, una finale di Champions».


In rete - e non solo - sta crescendo l'idea di Paola Egonu per il ruolo di portabandiera a Tokyo. Lei sarebbe favorevole?

«Paola è il simbolo della nostra pallavolo e, in questo momento, a mio modo di vedere, è la più forte giocatrice mondiale. È “devastante” in campo e una leader dentro e fuori lo spogliatoio. Per il dispiacere delle avversarie e il piacere nostro a Tokyo scenderà in campo con la maglia dell’Italia. Per rispetto istituzionale, però, non posso andare oltre queste mie opinioni personali. Il 13 maggio, infatti, si terranno a Milano le elezioni del Coni e ritengo che spetti al presidente che sarà eletto e alla nuova giunta decidere chi sventolerà il Tricolore ricevuto dal Presidente Mattarella. Inoltre, le qualificazioni per Tokyo 2020 non sono concluse e non conosciamo ancora la rosa completa dell’Italia Team. Detto ciò: Paola ha tutto il diritto di sognare di ricoprire questo ruolo. È una leader, oltre ad essere un’atleta eccezionale». 

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