Basket, TvB ritorna sulla terra: sconfitta a Bologna contro la Virtus

Pesante passivo in casa della Segrafredo, i bianconeri smazzano assist a go go. Domenica nel derby al Taliercio con la Reyer bisogna trovare subito il riscatto

BOLOGNA. Una legnata. Salutare, si spera, per riportare sulla terra una squadra da applaudire sì per quanto fatto tra marzo e le prime settimane di aprile ma che non può essere immune da giuste critiche.

Il pesante passivo rimediato dalla De’ Longhi, in un anonimo mercoledì primaverile, per mano della Segafredo si spiega forse con gli sforzi eccezionali sostenuti per issare la squadra al sesto posto.

Oppure con un periodo di flessione prima di tutto psicologica, testimoniato già domenica dalle amnesie contro l’elementare gioco perimetrale di Varese, ripetute ed ampliate contro la Vu Nera. Che sia pura coincidenza o no, la seconda sconfitta consecutiva di TvB si verifica in un periodo di flessione di Michal Sokolowski.

Che il polacco non stia attraversando un periodo felice è il segreto di Pulcinella ed è dunque logico che senza il suo equilibratore la formazione biancoceleste sia in crisi. Perché se Varese è oggettivamente modesta e ha chiari punti di riferimento, contro una Segafredo priva di Markovic e Tessitori ma terribilmente desiderosa di cancellare le recenti brucianti sconfitte da campionato e Eurocup non si possono commettere errori gravissimi sin dal primo minuto di gara.

Invece l’errore della De’ Longhi è appunto questo, concedere ai bianconeri di giocare al meglio delle proprie possibilità sin da subito. È imbarazzante osservare Julyan Gamble, ridicolizzato appena una settimana fa sullo stesso parquet dall’ex TVB John Brown, approfittare delle falle difensive dei lunghi avversari che troppo lentamente recuperano sugli elementari pick’n’roll virtussini concedendogli un canestro ravvicinato dopo l’altro. E la musica non cambia nemmeno quando Djordjevic schiera il più dinamico Hunter che prosegue la mattanza cestistica ben imbeccato da Pajola.

Non è un caso che alla fine la Virtus pareggi il record societario di assist, 30 su un totale di 39 canestri segnati in azione: è solo la conseguenza di un bel gioco di movimento palla agevolato da una retroguardia biancoceleste molle, distratta, svagata.

Il divario aumenta, minuto dopo minuto, l’unica timida reazione è un 6-0 ospite propiziato da Chillo ed Imbrò nel secondo quarto, una fiammella per un illusorio -10 (33-23).

Il segnale che TvB non ci sia assolutamente lo dà coach Menetti nella ripresa quando con 13’ ancora sul cronometro e sul 73-42 richiama Logan e fa accomodare sul cubo dei cambi il giovane Piccin, il quale tra l’altro pur sbagliando qualcosa non dispiace nell’immenso garbage time a seguire.

La trasferta infrasettimanale sembra alla fine una riproposizione della partita dello scorso 4 ottobre a Milano, con la differenza che se all’epoca la débacle fu giustificabile anche per la presenza dell’oggetto misterioso Cheese e del calante Carroll, stavolta in casa De’ Longhi non si possono invocare tali scusanti. Anche la Vu Nera alla fine fa accademia, risparmia Teodosic e manda in campo Deri e Nikolic, gli ultimi delle rotazioni, giusto per dovere agonistico e per arrivare al quarantesimo mentre Treviso chiude con un poco onorevole -29.

Il derby domenicale al Taliercio incombe, in terra lagunare alla De’ Longhi servirà una prestazione ben diversa prima della lunga pausa pre playoff – l’inizio della post season è stato rimandato di qualche giorno.

Toccato l’apice della sua giovane storia in Serie A, al club biancoceleste resta la carta dell’orgoglio per non trasformare le ultime partite della stagione 2020/21 in quelle che l’ex patron virtussino Claudio Sabatini definirebbe “gite enogastronomiche”. Gli sforzi compiuti da consorziati e sponsor in un periodo così difficile meritano una adeguata risposta sul campo. —
 

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