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Volley,  tutti i numeri da record di Egonu: vuole il suo primo scudetto con l'Imoco

Guardando alla sequenza delle migliori prestazioni stagionali di Paola Egonu, emerge il fatto che coincidono tutte con gare importanti: il trittico di Coppa Italia (42 con Busto, 29 con Monza, 37 con Novara), l’andata dei quarti di Champions (38 con Scandicci), fino all’ultima serata da Guinness dei primati di sabato

TREVISO. Quando, alla vigilia di gara 1, è stato chiesto a Daniele Santarelli, per l’ennesima volta, di parlare di quanto l’Imoco dipenda dalle prestazioni di Paola Egonu, il coach è scoppiato a ridere. Sapeva bene - e lo sa ancora di più oggi - che il talento individuale dell’opposto di Cittadella è al servizio della squadra e non il contrario.

E sabato ce n’è stato ampiamente bisogno, considerati i meriti di Novara nel limitare le centrali e le schiacciatrici gialloblù ad un modesto 30% in attacco e la squadra, nel suo complesso, al 43%, peggiore prestazione stagionale, a fronte di una media del 52% e varie punte verso il 60%.

La squadra non ce la faceva a scalfire la resistenza dell’Igor e allora è stata lei, con la fiducia delle compagne, a caricarsi sulle spalle le responsabilità lungo le quasi tre ore di gara: gli errori non sono mancati (6 al servizio), anche in fasi cruciali, come quando ha concesso due set point a Novara nello stillicidio del secondo set, o quando si è fatta murare tre volte, ma c’è la sua firma proprio nel finale dei tre set vinti. Quando serve, Paola c’è.


E c’è con un’impressionante costanza nelle percentuali di attacco, che restano a livelli inarrivabili per chiunque (Haak è avvisata per la finale di Champions, Boskovic per le Olimpiadi e gli Europei, dato che la Champions l’anno prossimo non la farà): chiudere una gara di quel livello tecnico e agonistico e di quella durata con il 59% è un sogno per chiunque, ma non per Egonu, che ha piegato la strenua resistenza di Bosetti e compagne continuando a picchiare forte, sempre più forte e sempre più dall’alto.

Aggiungiamo a questo i 7 muri punto, che la confermano come seconda (64 totali) solo a De Kruijf (77) in questo fondamentale.

Guardando alla sequenza delle sue migliori prestazioni stagionali, emerge il fatto che coincidono tutte con gare importanti: il trittico di Coppa Italia (42 con Busto, 29 con Monza, 37 con Novara), l’andata dei quarti di Champions (38 con Scandicci), fino all’ultima serata da Guinness dei primati di sabato.

In altre gare cruciali come la Supercoppa o le semifinali per la Champions o per lo scudetto ha avuto una media di “soli” 15 punti, perché attorno a lei anche le compagne avevano reso al massimo.

In un certo senso i 47 punti di sabato possono essere fuorvianti: la gara è durata molto ed è ovvio che solo giocando tanti scambi crescono anche i punteggi individuali.

La presunta “Egonu-dipendenza” su cui Santarelli ha sorriso è smentita, ancora una volta, dai numeri: sulle mani di Egonu infatti non è arrivata una percentuale di palloni tanto diversa dal solito, 66 su 185, circa un terzo, come succede sempre nel sistema di gioco del coach umbro e nelle scelte di Wolosz.

È proprio il peso specifico di Egonu, che vale letteralmente tanto oro quanto pesa, a fare la differenza. «È sicuramente meglio avere Paola dalla nostra parte - ammette il presidente Piero Garbellotto - E e questo suo record personale ne conferma le qualità e la bontà della scelta di due anni fa. Certo che poi le vittorie, particolarmente quelle che arrivano in questo modo, sono merito della squadra nel suo complesso».

L’andamento di gara 1 fa pensare ad una replica anche domani a Novara e la stessa Egonu è consapevole che servirà un’Imoco migliore. «C’era un po’ di tensione, pur positiva prima della gara. Faccio i complimenti a Novara perché ha fatto una partita veramente tosta, ha dimostrato di essere una squadra di alto livello. Sono molto fiera della mia squadra, perché siamo riuscite ad uscire da situazioni difficili. Domani c’è gara 2: me la aspetto altrettanto difficile, ma non vedo l’ora di giocarla».
 

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