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Egonu da record, l'Imoco Volley Conegliano vince al tie break gara-1 di finale scudetto contro Novara

Spaventosa prestazione dell'opposto di Conegliano: 47 punti. Partita memorabile, secondo set chiuso 40-38

VILLORBA. Quanta paura. La prima mano sullo scudetto la mette l’Imoco che batte per la sesta volta nella stagione Novara, dopo una delle gare di finale più equilibrate della storia recente del volley, con un secondo set pazzesco e una Paola Egonu semplicemente leggendaria, che chiude a 47 punti battendo il suo stesso record individuale. Illegale.

Novara parte molto forte, con livelli molto alti di invadenza a muro e di attenzione in copertura; le pantere soffrono per un paio di errori di Egonu e per l’intraprendenza di Bosetti (4-8). Anche Smarzek ritrova percentuali significative, mentre Wolosz e compagne sembrano intimorite, sentendo la tensione della gara e facendo una gran fatica contro la difesa piemontese. Daalderop è incontenibile da posto 4 e Novara mantiene un vantaggio rassicurante fino al 12-17; poi, con pazienza, Conegliano rientra fino al 19 pari, arrivato sul primo errore diretto dell’Igor con Smarzek. Vanno a segno alternativamente Egonum Washington, De Kruijf e Bosetti, prima dell’ace fortunoso, con tanto nastro, di Hancock, che vale il 22-24; al giro successivo Sylla riceve benissimo o poi va a murare, ma allo scambio successivo Bosetti chiude i conti con merito.

L’Imoco, che non perdeva un set in casa dalla gara di Coppa Italia con Busto del 10 marzo, reagisce facendo l’unica cosa necessaria, ovvero picchiando più forte sulle mani del muro: lo fa Sylla che guida difesa e attacco al 7-4, ma Chirichella ripaga due volte con la stessa moneta, seguita da Daalderop che prima mura Egonu e poi buca il muro (8-9). La grinta delle due formazioni rende il gioco meno fluido, ma agonisticamente molto tirato; Santarelli inserisce Adams per Sylla alla ricerca di maggiore precisione in ricezione e traiettorie diverse in attacco. Dopo piccoli break da entrambe le parti, si riparte ancora dal 19 pari e il lunghissimo stillicidio di cambi palla, con errori e tensione che si taglia col coltello (da cineteca il 27-27), si interrompe con un muro di Egonu che chiude il sesto set point, dopo che Novara ne ha avuti ben otto.

Le piemontesi non accusano il colpo. Bosetti e Washington aggirano con talento il muro gialloblù; da parte di Conegliano si rivedono i primi tempi al centro, ma anche qualche errore di troppo in attacco e al servizio (9-13). Adams fa rifiatare Hill, Novara continua a picchiare forte e mantiene il vantaggio (19-22) e conquista con Daalderop due set point; Egonu li annulla entrambi, poi Sylla con parallela e muro fa saltare in piedi i cento fortunati sugli spalti e le migliaia a casa sul divano.

Il canovaccio si ripete anche nel quarto set: Conegliano non riesce ad esprimere a pieno il suo gioco, Novara vende carissima la pelle e mantiene livelli eccelsi, i migliori della sua stagione. Bosetti e Chirichella costruiscono il 6-10, Wolosz ed Egonu reagiscono, ma non riescono a trovare subito i break point necessari per avvicinarsi (16-21); entra Folie per De Kruijf, si ricuce fino al 20-22 col quarantesimo punto di Egonu, l’ace di Fahr vale il 22-23 e l’errore di Washington la parità.La centrale sbaglia però il servizio e Daalderop manda tutti al tie break

Hill infila tre punti consecutivi su cui Conegliano costruisce l’8-5, primo vero vantaggio di tutta la gara che Sylla consolida (10-6) ed Egonu completa col suo record personale assoluto di punti.

Con questo successo Conegliano allunga a 62 la striscia vincente e mantiene anche l’imbattibilità casalinga che dura da 42 partite e da 25 mesi. Novara, che non vince una gara di finale scudetto dal 2018, ci riproverà in gara 2, che può già assegnare il titolo, martedì alle 20.30 al Pala Igor.

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