Basket Serie A, la De' Longhi Treviso passa a Trento 76-82: strepitosi Logan e Sokolowski

La squadra di Menetti trova una fondamentale vittoria esterna: ottima la difesa nell'ultimo periodo, la classifica sorride sempre di più

TRENTO. Vincere in trasferta si può, e la De’ Longhi l’ha già dimostrato in stagione. Farlo rinunciando ad uno straniero, in tenuta da gara ma inutilizzato, e ruotando sette uomini più un’apparizione fugace di Vildera rappresenta però una piacevole novità. Il sacco della BLM Arena servito da TVB porta tante firme differenti: c’è la calma di Michal Sokolowski, uomo ovunque; ci sono i balzi di Christian Mekowulu, un pivot chiamato stoppata; ci sono i canestri del solito, inossidabile David Logan; ci sono le giocate di Mister Utilità, al secolo Matteo Chillo, per le cui mani passano alcuni dei possessi più importanti.

Treviso torna a vincere dopo la settimana di pausa e soprattutto riprende a sciorinare un basket convincente. Anche perché, tolti i primi minuti in cui l’Aquila sfrutta le braccia lunghe di Morgan e gli show difensivi di Williams, è sempre la De’ Longhi a menare le danze. Basta un dato per certificare il predominio tattico biancoceleste, cioè la differenza nelle palle perse: Treviso getta al vento appena dieci possessi, compreso un fallo in attacco di Sokolowski nel finale ed un paio di sfere malamente consegnate agli avversari nell’ultimo quarto su rimessa; Trento fa peggio, buttando ben 17 palloni, uno più pesante dell’altro. Non è un caso che le folate offensive di TVB arrivino proprio in conseguenza di queste pessime gestioni da parte della squadra di coach Brienza che, come già era accaduto all’andata al Palaverde, non riesce davvero a dare un ordine ai suoi.

La partita vive di strappi. Quindi prima è Trento a dare uno scossone, anche schierando quintetti altissimi con Pascolo-Mezzanotte-Ladurner cui Menetti replica alternando lo smallball di Sokolowski da finto 4 a soluzioni speculari con Akele in ala piccola. Poi tocca a Treviso che piazza un 18-2 di break a cavallo della prima sirena (dal 21-15 al 23-30). Da quel momento in avanti, pur senza mia scappare nel punteggio, la De’ Longhi può controllare gli avversari in maniera sufficientemente agevole salvo scoprirsi a corto di fiato ad inizio dell’ultima frazione.

Il rischio di un tracollo determinato da poche energie psicofisiche a disposizione è scongiurato dal protagonista meno atteso, il già citato Matteo Chillo: quando l’Aquila mette per la prima volta il becco in avanti (61-59 col solito avvitamento in area di Williams) è il bolognese a tarparle le ali con una provvidenziale tripla. Ed è ancora lui, nelle azioni seguenti, a colpire in imbeccata da sotto oppure ancora dall’arco ridando fiato e margine ai biancocelesti (63-69) mentre Mekowulu stoppa qualunque tentativo in post basso e le mani di Imbrò e Logan paiono calamite per palloni vaganti. Trento lotta sino alla fine, specula su qualche errore dovuto soprattutto alla stanchezza, ma alla fine concede i due punti. 

Tutto questo, come detto, senza Jeffrey Carroll. Nonostante la prudenza di Menetti alla vigilia è palese che il giocatore sia ormai avulso al sistema tanto da restar seduto per tutti e quaranta i minuti di gara come uno spettatore non pagante. Le voci su Trevor Lacey come possibile sostituto continuano ad infittirsi ed è chiaro che il mancato ingresso sul parquet è un segnale di bocciatura, probabilmente definitiva. Occorrerà solo capire le tempistiche di un taglio inevitabile, il secondo in stagione dopo quello di Cheese, e quanto tempo occorrerà al suo sostituto per calarsi con profitto nel playbook della squadra.

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