Rugby Pro 14, il Benetton sconfitto in casa del Cardiff: quarto ko di fila

Leoni troppo indisciplinati travolti dalla maul gallese: tre mete subite, la classifica ora piange

NEWPORT. Altro che Blues, qua si fa nerissima. Il Benetton cade anche contro Cardiff, torna nella Marca con un muso lungo così e la quarta sconfitta di fila, con una classifica che più disarmante non si può: 1 solo punto, e tanti dubbi.

Si gioca a Newport - lo stadio di Cardiff è diventato un ospedale da campo - terreno già violato dai Leoni, che però non giocano da tre settimane per gli stop causa Covid contro Connacht e Munster, e la ruggine dovrebbe essere evidente. Macchè. L’avvio invece è tutto di marca biancoverde, nonostante una pioggia fitta e fastidiosissima, con il vento a dare un ulteriore mano a chi deve difendersi. Keatley - in mediana con un deludente Braley, ma non è che l’irlandese brilla - non si fa pregare alla prima infrazione dei gallesi, ma dopo pochi giri di lancette non riesce a mettere l’ovale tra i pali. Eppure il vantaggio sembra cosa fatta quando Andrews commette una sciocchezza e la mischia è di Treviso, ma non c’è sostengo per Halafihi.


La mischia, appunto, croce della trasferta: dopo un inizio promettente della prima linea biancoverde è Cardiff a sfruttare spesso e volentieri l’indisciplina, provando ad aprire le marcature con il piazzato di Evans, che centra prima il palo e 2’ dopo si da perdonare dopo che la mischia trevigiana è collassata di nuovo.

Reazioni? Nemmeno per sogno. Se poi non si riesce a servire chi è lì per far male... di Ioane si hanno le tracce prima della mezz’ora, quando manda in tilt la difesa di Cardiff, ne semina tre ma poi l’offload scivola dalle mani di Riera. Dettagli che per i gallesi sono vitali, per quelli della Ghirada fatali. Non basta che dalla mascherina faccia capolino il baffo di coach Ongaro per sistemare le cose: il drive avanzante del gallesi fa sempre male alla difesa dei Leoni, troppo indisciplinati. Certo, Murphy è un po’ casalingo, mettiamola così, ma poi è sempre la maul a portare sconquassi alla prima linea - con Quaglio e Alongi in difficoltà, così Thorthon realizza la prima meta (ma Evans fallisce). Siamo 8-0, con 8 penalty concessi. E certo non basta il grubber di Hayward, perchè Ioane non è Bolt, mentre Braley è estremamente scolastico e non riesce a far girare la squadra in velocità.

La ripresa? Cambiano gli attori, ma la musica è la stessa, anche perchè Cardiff ha capito che, con quel vantaggio, le basterà non sbagliare più. Coach Crowley rivoluziona subito mezza squadra - si rivede Lamaro, sicuramente uno dei migliori - che si mette subito al lavoro, spazio pure all’acerbo Gallo, all’esordio in Pro 14 - Traorè gli lascia il posto dalla panchina - ma c’è sempre un problema di ritmo. Anche quando Ioane la perde a due metri dalla meta - quella sì che poteva essere la svolta - si capisce che il nubifragio è destinato a durare. Anche perchè Treviso funziona a tratti in touche e in mischia viene sempre penalizzata. Barbini inizia a mettere le mani al posto giusto, ma il patatrac arriva a 20’ dalla fine: Lane riceve sul lato debole, evita Tavuyara mentre Hayward scivola e si invola per la seconda meta. Punizione durissima: ma se l’indisciplina è fuori controllo e si fatica nella difesa del maul avversario...

Baravalle, ahìlui, la perdeva anche quando la stava pulendo con l’asciugamano, ma la ritrova al primo drive che non fa infiltrare i giocatori di Cardiff, restando in trincea si va dentro, fino alla meta. Che non sia serata lo testimonia il palo di Keatley, si resta 15-5. Il cronometro è impietoso, a sconfitta ormai consumata Thomas trova la terza segnatura andando a punire tra i pali. E rimandando Treviso a casa ancora una volta a mani vuote. E con qualche dubbio in più. —
 

Zuppetta di sedano rapa, mela verde, quinoa, mandorle e cavolo nero

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi