Dilettanti, sarà stop Caos per promozioni e retrocessioni Ruzza: «No a ricorsi»

Il presidente della Figc veneta: «Mi auguro che le famiglie non chiedano indietro alle società i soldi dell’iscrizione» 

Giovanni Monforte / MESTRE

«La razionalità mi dice che non riprenderemo». Nel calcio si va verso lo stop ai campionati dei dilettanti.


Lo dice il presidente del Comitato veneto della Figc, Giuseppe Ruzza. E ne sono convinte le società, tanto che alcune dichiarazioni di Ruzza in un’intervista sulla pagina Facebook del comitato regionale sono state interpretate come l’annuncio ufficiale. In realtà, la decisione definitiva sarà presa dopo Pasqua. Ma i comitati delle regioni più colpite del Nord (Veneto compreso) proporranno unitariamente alla Lega Nazionale Dilettanti (Lnd) lo stop all’attività. «Non credo che dopo Pasqua il ministro Spadafora darà il via agli allenamenti. Non siamo professionisti e qui al Nord la situazione è disastrosa», ammette Ruzza. Una decisione nero su bianco non c’è: Ruzza auspica che sia presa a livello nazionale.

«Le società hanno necessità di sapere. Ci siamo dati appuntamento subito dopo Pasqua, poi dovremo decidere», spiega, «ci aspettiamo una decisione univoca, per evitare ricorsi e differenze tra comitati. So che altre regioni non hanno la situazione disastrosa del Nord. Ma finché c’è un solo contagio ancora in corso, non vedo chi possa assumersi la responsabilità di mandare i ragazzi insieme in uno spogliatoio. Da solo non posso dire stop all’attività, ma posso dire alla Lnd la situazione che mi descrivono le società. In caso di ripresa, non si potrebbero neppure considerare regolari i campionati, dopo che l’attività è stata chiusa per due mesi».

PROMOZIONI e RETROCESSIONI

Il nodo è capire come terminare la stagione. Gli addetti ai lavori stanno già soppesando le possibilità. Promuovere solo la prima di ogni girone e retrocedere solo l’ultima? Attuare solo le promozioni, ma senza retrocessioni? Il rischio di ricorsi è altissimo. Come salvaguardare il diritto di chi era primo con largo vantaggio? Chi dovesse retrocedere, ma era a un solo punto dalla salvezza, come la prenderà? Per Ruzza i criteri debbono essere generali. «Non può essere il singolo comitato regionale a intervenire, ma neppure la stessa Figc», prosegue il numero uno del calcio veneto, «forse dovrà essere il Coni, con l’appoggio del ministero dello sport. Ci confronteremo con le nostre società in modo da portare la proposta del Comitato veneto, che si dovrà rapportare con gli altri comitati. Auspichiamo una linea comune, ma che ci sia anche qualcuno che faccia da garante. Una voce autorevole che spieghi che questo è un provvedimento straordinario in una situazione di eccezionale gravità e quindi si disponga fin da subito che eventuali ricorsi non saranno presi in considerazione».

LA PROSSIMA STAGIONE

Fare chiarezza subito sarà utile anche per programmare la ripartenza. «Ci aspetta una stagione di sacrifici. Questa crisi causerà l’allontanamento di tanti piccoli sponsor e verrà a mancare l’energia vitale per le nostre società. Ci sarà una contrazione delle società iscritte», aggiunge Ruzza, «il nostro comitato, la Lnd, la Figc e il governo, ognuno dovrà fare il proprio dovere». Quanto alle iscrizioni pagate dai genitori alle società, «è un problema», conclude Ruzza, «a fronte del corrispettivo pagato per una prestazione non svolta, qualcuno potrà pretendere i soldi. Ma spero che i genitori non richiedano indietro la quota. Vorrebbe dire sparare a qualcuno che sta per morire, confido nei genitori in prospettiva per la prossima stagione». —

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