Treviso, la crisi continua Sandri: «Squadra valida, ma adesso va compattata»

TREVISO. I biancocelesti continuano a essere bocciati all’esame di maturità. Il terzo cambio di allenatore, finora non è servito a interrompere l’incostanza del Treviso in un campionato sempre più difficile, con la caduta al quarto posto. Troppi lanci lunghi quando la squadra ha qualità per costruire il gioco, troppi retropassaggi per assenza d’idee, cali d’attenzione, poca grinta e corsa nei momenti decisivi e reazioni caotiche quando si va in svantaggio. I tifosi sono al limite della sopportazione: domenica, parte del Tenni ha abbandonato lo stadio anzitempo e gli ultras della curva sud hanno tolto gli striscioni dopo il secondo gol subito. Difficile puntare il dito su qualcuno, poiché i problemi sono collettivi. Scocco ha regalato un gol e mezzo al Conegliano: è un portiere del 2000, ha dimostrato le sue qualità ma deve crescere, essere più sicuro e dare garanzia. Rimanendo nelle retrovie, nel finale di gara Guzzo è parso nervoso, come tutta la squadra, segno di come subentri il caos quando si va in svantaggio. A centrocampo Carraro ha reso meno di quel che vale: il migliore in campo a Vazzola è parso spesso in difficoltà con il Conegliano, perdendo qualche pallone di troppo. In attacco sembra si sia spento Morbioli: dopo il reintegro in squadra, aveva segnato tre gol in tre partite, per poi eclissarsi fino a non creare molto domenica ed è stato sostituito. È una settimana importante per l’allenatore Da Rold, anche in vista della prossima sfida a Marcon: «Dobbiamo lavorare sull’intensità e sulla preparazione atletica, bisogna portare la squadra a correre più degli altri. Secondo posto? Sarebbe un obiettivo importante, speriamo di aver toccato il fondo e di risalire la china prima possibile. Non servono parole, sarà il campo a dire la verità».

La società è conscia dei problemi ma è anche fiduciosa: «Siamo di fronte a giocatori che singolarmente sono importanti ma per dare continuità l’unica cosa è l’amalgama» dice il presidente Sandri, «abbiamo le potenzialità per vincere con tutte, ma corriamo anche il rischio di perdere con chiunque se non abbiamo l’approccio giusto».


Non funziona la cura-Da Rold? «Più che curare, bisogna stimolare perché è un gruppo che va compattato. Voglio capire se sia il caso di intervenire. Le figure che i giocatori fanno fare alla società si ripercuotono su loro. Abbiamo i mezzi per arrivare tra i primi cinque. Per mantenere l’entusiasmo ci vorrebbe continuità, che favorirebbe tutto l’indotto e un programma di salto di categoria». –

Alessandro Dossi

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