Calcio, il Treviso di Bellotto comincia con il botto

Dopo l’abbraccio del Tenni al vecchio allenatore, i biancocelesti offrono una prova convincente e battono il Godega per 3-1

TREVISO. Bellotto riparte con il botto. Al Tenni si respirava un’aria speciale, non sembrava una partita di Promozione e il protagonista della giornata è stato Gianfranco Bellotto. Il momento più bello è stato prima del fischio d’inizio: Bellotto è uscito per ultimo dal tunnel, nemmeno il tempo di posare il piede in campo che parte la standing ovation.

L’allenatore ha camminato all’indietro per ricambiare l’affetto della zona più calda dello stadio, per poi rivolgersi alla tribuna centrale con le braccia verso il cielo, come se volesse abbracciare tutto lo stadio, baci verso il pubblico che ieri contava ancora un migliaio di spettatori.

È stato come tornare a quel triennio in cui il Treviso giocava per andare in Serie A e l’entusiasmo ha cancellato per un attimo gli ultimi anni di fallimenti e la bassa categoria che non compete ai biancocelesti. Bellotto dà spettacolo a bordo campo con la sua grinta, voglia e determinazione: mai seduto, il mister ha dato per oltre novanta minuti indicazioni ai suoi, sbracciandosi, urlando, andando spesso e volentieri fuori dalla propria area tecnica.

Ai gol nessuna esultanza, solo richieste ai giocatori di dare ancora di più e addirittura, poco prima di prendersi gli applausi della curva sud, ha ripreso il portiere Mion colpevole di non aver perso un po’ di tempo... . E poi la partita: il Treviso torna a vincere, il Godega cade per la prima volta in campionato. I biancocelesti si sono dimostrati superiori, non hanno concesso nulla se non il gol arrivato dopo una distrazione su cui Bellotto lavorerà.

Oltre agli infortunati Guzzo e Morbioli, il mister deve rinunciare inizialmente a Paladin per un risentimento muscolare e a Pinarello, che ne avrà per più di un mese. L’allenatore varia più volte moduli e schemi di gioco, non dando punti di riferimento e cercando di dare copertura e accelerazioni sulle fasce. Il gol del vantaggio arriva al 37’: Beccaro calcia una punizione a ridosso del fallo laterale, la palla attraversa tutta l’area, dall’altra parte c’è Modolo che controlla e calcia di potenza in porta, insaccando.

In avvio di ripresa, si vede subito la grinta di Bellotto che scuote i suoi e si vedono i risultati: al 48’ il trascinatore Zambon calcia al volo di punta dal limite dell’area di rigore, il tiro si stampa sulla traversa ed entra in porta malgrado il diserato intervento di Celnanti.

A Bellotto non basta, entra addirittura in campo per non far perdere la concentrazione ai suoi, con rimbrotto dell’arbitro. Forse i biancocelesti lo avrebbero dovuto ascoltare poiché con un po’ di ingenuità si fanno infilzare da Belfatmi al 56’ per un’incomprensione tra portiere e difensori.

Il Treviso conquista un corner, Bellotto entra di nuovo in campo per spiegare lo schema ai suoi ed eccolo accontentato: al 63’ batte Concas, riceve Beccaro che crossa verso il primo palo, sbuca Zambon che anticipa il marcatore e segna, e poi tutti sotto la curva per esultare e festeggiare come non si faceva da tempo.

Bellotto rincorre Basso sulla fascia, ormai il primo assistente è sfinito per i continui rimproveri: alla fine l’arbitro gli dà anche il giallo e il team manager De Santis deve quasi placcarlo, un’immagine simile a quella iconica in cui si tentò di fermare la grinta di Mazzone che correva verso la curva dell’Atalanta per festeggiare il pareggio del Brescia. Altri tempi che però ieri al Tenni si sono un po’ rivissuti. Una vittoria è ancora poco per il Treviso e per Bellotto, ma chi ben comincia è a metà dell’opera. 

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