Imoco, la favola diventata realtà: si ricomincia per vincere tutto

La società di Garbellotto e Maschio punta sul modello-squadra: ma confermarsi è la vera impresa 

CONEGLIANOChi l’avrebbe mai detto che una squadra di pallavolo femminile sarebbe diventata la grande favola dello sport trevigiano. Adottata dal capoluogo - pur essendo di Conegliano e giocando a Villorba - spinta da migliaia di tifosi e sostenuta dall’economia di un’intera provincia. Conclusa la gloriosa storia del modello Benetton, ecco il sistema Imoco. Nessun “one man show” nella regia societaria, nessun “one woman show” in campo.

La scorsa stagione ha raccontato l’avventura di una squadra, nel senso più letterale del termine: un gruppo che non si è disunito nemmeno di fronte alle continue mazzate della sfortuna. L’infortunio di Megan Easy, a freddo su una squadra che sembrava costruita attorno alla campionessa Usa, è stato digerito grazie alla stagione stellare di Bricio - ora al Fenerbahce - poi le noie a Fabris e l’assenza di Folie; e ancora De Kruijf fermata un’altra volta alla porta dei playoff, e la botta finale della rottura dei legamenti ancora di Folie durante la finale con Novara. Ne sono usciti uno scudetto e un terzo posto in Champions. Ed è nata una nuova stella: Anna Danesi, diventata centrale della Nazionale e seconda muratrice del Mondiale.


Coach Santarelli ha voluto salvaguardare il nucleo plasmato lo scorso anno, a cui si aggiungono, tra le altre, la migliore schiacciatrice del Mondiale Miriam Sylla e l’opposto mancino del Giappone Miyu Nagaoka. Ci sarà da lottare perchè tutte le avversarie si sono rinforzate, e il gap sembra essersi ulteriormente ridotto. Il refrain del “confermarsi al vertice è più difficile che raggiungerlo” è noioso, ma efficace. L’Imoco però una vetta non è ancora riuscita a scalarla. Il tetto d’Europa lo scorso anno è sembrato per la prima volta veramente a portata. Se l’esperienza conta qualcosa, quest’anno potrebbe anche essere più avvicinabile.

I presidenti Piero Garbellotto e Pietro Maschio quella coppa l’hanno messo nel mirino. Il capitano Wolosz non si è nascosta alla presentazione della squadra, ha suonato la carica, poi ha guardato in tv un Mondiale in cui sarebbe spiccata tra tutte le colleghe. Adesso è arrivata l’ora riammirare la sua “mano de dios”. Andasse come l’anno scorso, non sarebbe poi male


 

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