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Da Portobuffolè a Caorle pagaiando sul Livenza l’impresa della “Kayakkata”

PORTOBUFFOLÈErano partiti per una sfida fra amici, si ritrovano con un’associazione e un numero di partecipanti in vertiginoso aumento. Stiamo parlando della Asd Kayakkata, che poche settimane fa ha...

PORTOBUFFOLÈ

Erano partiti per una sfida fra amici, si ritrovano con un’associazione e un numero di partecipanti in vertiginoso aumento. Stiamo parlando della Asd Kayakkata, che poche settimane fa ha riproposto il proprio o appuntamento con il Livenza e il kayak facendo passare un weekend alternativo a ben 58 persone. La formula è semplice: si parte il sabato mattina da Portobuffolè, si pranza a Meduna, tappa a Motta e si dorme a Sant’Anastasio. Lì ai partecipanti viene messo a disposizione u ...

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PORTOBUFFOLÈ

Erano partiti per una sfida fra amici, si ritrovano con un’associazione e un numero di partecipanti in vertiginoso aumento. Stiamo parlando della Asd Kayakkata, che poche settimane fa ha riproposto il proprio o appuntamento con il Livenza e il kayak facendo passare un weekend alternativo a ben 58 persone. La formula è semplice: si parte il sabato mattina da Portobuffolè, si pranza a Meduna, tappa a Motta e si dorme a Sant’Anastasio. Lì ai partecipanti viene messo a disposizione un pasto, una doccia e un posto dove dormire per ripartire con nuove energie la domenica.

Si parte prestino la mattina, tappa a Santalò, pranzo a La Salute e bagno nel mare di Caorle per suggellare un’esperienza di cui resta traccia. In tutto si percorrono 76 chilometri. «Quest’anno c’erano 35 kayak singoli, 9 doppi, 4 caorline, una canoa e un pedalò», spiega Giuliano Crosato, una delle menti dell’iniziativa. E pensare che tutto era nato come un gioco, nel 2015: tredici amici avevano deciso di fare qualcosa di particolare sul loro territorio, e per farlo avevano scelto di percorrere il Livenza fino alla foce: «Nessuno di noi sapeva andare in kayak: qualcuno aveva fatto la discesa del fiume a piedi, ed è nata l’idea. Quante volte siamo caduti in acqua, all’inizio…», ammette divertito. L’anno dopo, complici alcune defezioni, hanno allargato l’invito a 21 persone. Un anno fa si sono trovati a dover gestire ben 50 presenze, al che hanno ritenuto opportuno creare un’associazione sportiva dilettantistica per coprirsi le spalle anche ai fini assicurativi: "Stiamo ancora cercando una sede operativa, un magazzino dove riporre il nostro materiale", è l’appello discreto di Crosato. —

Niccolò Budoia